Evangelion sta per tornare con una nuova serie scritta da Yoko Taro

Neon Genesis Evangelion sta per tornare dopo 30 anni con una nuova serie anime scritta da Yoko Taro, mente creativa dietro titoli come NieR: Automata

Carmela Massa
Neon Genesis Evangelion

A distanza di 30 anni sta per tornare uno degli anime più belli e contorti di sempre. Stiamo parlando di Neon Genesis Evangelion. La serie anime mecha, ma non troppo, più amata e odiata della storia degli anime sta per tornare sugli schermi con una storia ed eventi totalmente nuovi.

La vera notizia è un’altra: alla sceneggiatura ci sarà Yoko Taro, mente creativa dietro titoli come NieR: Automata. Un nome che, per chi conosce il suo stile, significa una sola cosa: niente sarà semplice, lineare o rassicurante.

L’incontro tra Evangelion e Yoko Taro è una collisione tra due visioni del mondo profondamente compatibili nella loro inquietudine. La serie originale creata da Hideaki Anno ha ridefinito il genere mecha negli anni ’90, trasformando robot giganti e battaglie apocalittiche in un’indagine psicologica brutale sull’identità, il trauma e il senso dell’esistenza. Non era solo fantascienza: era un’operazione chirurgica sull’animo umano.

Neon Genesis Evangelion

Non a caso, Evangelion è uno dei titoli più discussi perché non tutto il pubblico è riuscito a capirlo fino e in fondo. Nonostante ciò, è impossibile non lasciarsi coinvolgere dagli eventi della serie.

Yoko Taro, dal canto suo, ha costruito la propria reputazione su narrazioni frammentate, malinconiche e filosofiche. Le sue storie mettono spesso in discussione il concetto stesso di umanità, giocando con il libero arbitrio, il destino e la ripetizione ciclica degli eventi. In NieR: Automata, per esempio, la struttura narrativa obbliga il giocatore a rivedere continuamente ciò che credeva di aver capito. Nulla è mai definitivo, tutto è soggetto a reinterpretazione.

Neon Genesis Evangelion si, ma in una veste tutta nuova

È lecito aspettarsi che questa nuova serie non sarà un semplice sequel o uno spin-off tradizionale. Più probabile che si tratti di una rilettura tematica, un’espansione concettuale dell’universo di Evangelion, forse ambientata in una linea temporale alternativa o in una fase successiva agli eventi già conosciuti. Evangelion, del resto, ha già dimostrato di poter rinascere e trasformarsi attraverso il progetto cinematografico Rebuild, culminato con Evangelion: 3.0+1.0.

L’elemento più affascinante è proprio il potenziale dialogo tra le due poetiche. Evangelion ha sempre parlato di solitudine e incomunicabilità. Yoko Taro ama esplorare mondi in cui i personaggi sono intrappolati in cicli di sofferenza apparentemente inevitabili. La combinazione potrebbe portare a una narrazione ancora più stratificata, capace di spingere il franchise verso territori filosofici ancora inesplorati.

Neon Genesis Evangelion

Dal punto di vista produttivo, al momento i dettagli restano limitati. Non sono stati diffusi elementi concreti sulla trama, né indicazioni precise sul periodo di uscita. In giro per il web fioccano già numerose teorie. Alcuni sostengono che sia ambientato in un futuro alternativo, in cui Asuka e Shinji sono riusciti a crearsi una vita normale e a metter su famiglia. Ma sono solo supposizioni, fortemente influenzate dall’uscita del cortometraggio, sempre a tema, di cui abbiamo parlato qui.

Ad ogni modo, l’annuncio è già sufficiente a scuotere la community internazionale. Evangelion non è soltanto un anime: è un fenomeno culturale che ha influenzato generazioni di autori, animatori e sceneggiatori.

Hideaki Anno passa il testimone 

C’è anche un aspetto simbolico in questa collaborazione. Hideaki Anno ha chiuso il ciclo narrativo principale con una dichiarazione quasi liberatoria, come se volesse finalmente emanciparsi dal peso del suo stesso capolavoro. Affidare una nuova incarnazione della saga a un autore esterno, con una visione così personale, potrebbe rappresentare un passaggio di testimone creativo.

Naturalmente, l’operazione comporta dei rischi. Neon Genesis Evangelion è un’opera che vive di equilibrio instabile: troppo rispetto per il passato rischierebbe di risultare sterile; troppa rottura potrebbe alienare una parte del pubblico storico. Ma se c’è qualcuno abituato a camminare sul filo del rasoio narrativo, quello è Yoko Taro.

Se questa nuova serie riuscirà a fondere l’introspezione psicologica di Evangelion con la destrutturazione narrativa tipica dell’autore di NieR, potremmo trovarci davanti a uno dei progetti anime più audaci degli ultimi anni. Un’opera capace non solo di rilanciare un franchise leggendario, ma di rimettere in discussione ancora una volta il modo in cui raccontiamo la fantascienza animata.

Evangelion è nato come una riflessione sull’angoscia di vivere in un mondo che non si comprende fino in fondo. Forse, con questa nuova incarnazione, tornerà a ricordarci che la complessità non è un difetto della realtà, ma la sua forma più autentica. E quando due autori ossessionati dalle crepe dell’esistenza si incontrano, le fratture diventano arte.

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Appassionata di musica, anime, manga e serie tv, vivo la vita come se fossi la protagonista di un teen drama. Anche adesso che ho passato la 30ina. Amo scrivere di tutto ciò che mi emoziona ed è da piccola che sogno di sposare Goku e salvare il mondo insieme a lui!
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