L’ultimo anno di pubblicazioni targate Marvel Comics ha costruito con una certa coerenza un percorso narrativo destinato a sfociare in un momento cruciale per gli Avengers. In particolare, eventi come Un Mondo sotto Destino e la serie Capitan America scritta da Chip Zdarsky hanno posto le basi per quello che viene presentato come un vero punto di svolta nella storia del team.
Quel passaggio chiave arriverà a giugno negli USA con Avengers: Armageddon, miniserie evento in cinque numeri firmata dallo stesso Zdarsky — già candidato agli Eisner per il suo lavoro su Daredevil (2019) — insieme ai disegnatori Frank Alpizar e Delio Diaz. Il duo ha recentemente lavorato sia su Doomed 2099 (2025) sia su alcuni numeri di Captain America, contribuendo a definire il tono visivo di questa fase editoriale.
La miniserie si inserisce in un percorso già avviato anche sulle pagine di Wolverine: Weapons of Armageddon, che ha ampliato il quadro degli eventi in preparazione. Secondo quanto anticipato, Avengers: Armageddon porterà a un cambiamento significativo all’interno della squadra, un riassetto che viene paragonato, per impatto, a quello visto in Avengers: Divisi.

La storia prende il via in Latveria, dove Red Hulk, ovvero Thaddeus “Thunderbolt” Ross, decide di rivendicare per sé la nazione storicamente legata a Destino. Questa scelta innesca un conflitto su scala globale e costringe gli Avengers a intervenire. Tuttavia, l’escalation dello scontro li porterà a confrontarsi con una decisione estrema: per fermare Ross, il gruppo dovrà ricorrere a un potere destinato a modificare in modo permanente la percezione pubblica degli Eroi più Potenti della Terra.
Proprio questo elemento sembra essere il cuore dell’evento. Non soltanto uno scontro ad alta intensità, ma un passaggio narrativo con conseguenze strutturali per il team e per il Marvel Universe nel suo complesso. Marvel ha già anticipato che Armageddon fungerà da ponte diretto verso una nuova era degli Avengers, prevista per la seconda metà dell’anno.
In altre parole, più che un semplice evento, Avengers: Armageddon si propone come un capitolo di transizione: una storia pensata per ridefinire equilibri, leadership e ruolo pubblico della squadra, inserendosi in modo organico nel percorso tracciato negli ultimi mesi dalle principali testate coinvolte.

Un prima e un dopo Armageddon: le conseguenze per gli Avengers
Ciò che rende Avengers: Armageddon davvero intrigante non è solo la scala dello scontro. È la promessa di una scelta estrema. Per arrestare l’avanzata di Ross e impedire un conflitto mondiale totale, gli Avengers saranno costretti a liberare un potere che cambierà per sempre la percezione pubblica del gruppo. Non si parla semplicemente di una nuova arma o di un’alleanza inattesa, ma di qualcosa di più profondo: una mossa che potrebbe salvare il mondo, sì, ma al prezzo della loro immagine e forse dei loro stessi principi.
Ed è qui che l’evento sembra voler affondare il colpo. Che cosa significa essere “gli Eroi più Potenti della Terra” in un contesto in cui il potere può facilmente essere percepito come minaccia? Fino a che punto è lecito spingersi per garantire la sicurezza globale? Se gli Avengers decidono di usare una forza tale da ridefinire gli equilibri del pianeta, resteranno ancora simboli di speranza o diventeranno qualcosa di più ambiguo?
L’idea di un Marvel Universe diviso in un “pre-Armageddon” e un “post-Armageddon” lascia intuire che le conseguenze non saranno superficiali. L’evento è destinato a condurre direttamente a una nuova era per la testata Avengers, prevista più avanti nel corso dell’anno. Questo significa nuovi assetti, nuove dinamiche interne e forse una diversa percezione pubblica della squadra. Non è escluso che alcuni membri possano uscire cambiati in modo irreversibile, sia fisicamente che ideologicamente.

Dal punto di vista visivo, il contributo di Alpizar e Diaz promette tavole spettacolari e cariche di energia, capaci di rendere credibile la portata globale del conflitto. La copertina del primo numero, firmata da Dike Ruan, suggerisce già un tono epico e drammatico, in linea con un titolo che non lascia spazio a mezze misure: Armageddon.
Avengers: Armageddon si presenta dunque come molto più di un evento estivo. È una dichiarazione d’intenti. Un racconto che vuole mettere alla prova l’idea stessa di supereroe in un mondo sempre più complesso e polarizzato. Se le promesse verranno mantenute, potremmo trovarci davanti a uno dei momenti più significativi nella storia recente degli Avengers, un capitolo destinato a ridefinire equilibri, leadership e identità del team.
Giugno segnerà l’inizio di questo terremoto narrativo. E se davvero assisteremo a un prima e a un dopo, una cosa è certa: quando la polvere si poserà, gli Eroi più Potenti della Terra non saranno più gli stessi.

