Warner Bros., sfida finale tra Netflix e Paramount: il 20 marzo il voto decisivo

Warner Bros. Discovery segna il 20 marzo come data chiave per il voto sull’accordo con Netflix, ma sorprende riaprendo il dialogo con Paramount Skydance alla ricerca di un’ultima offerta decisiva. Rilanci, pressioni sugli azionisti e interrogativi antitrust trasformano la corsa per WBD in una sfida finale dal risultato ancora aperto

Mr. Kent
Paramount

La partita per il futuro di Warner Bros. Discovery entra nel vivo. Il gruppo guidato da David Zaslav ha fissato al 20 marzo il voto degli azionisti sull’accordo miliardario con Netflix, ma nel frattempo ha deciso di riaprire i contatti con Paramount Skydance, la società controllata da David Ellison.

L’obiettivo? Provare a risolvere le criticità ancora aperte e ottenere quella che viene definita una “best and final offer”, un’offerta definitiva e migliorativa che possa davvero competere con quella del colosso dello streaming.

Secondo quanto comunicato da WBD, Netflix avrebbe concesso una finestra di sette giorni per consentire alla società di confrontarsi con Paramount e capire se esistono i margini per un rilancio concreto. Non solo: dopo l’ultima proposta di PSKY, un rappresentante della società di Ellison avrebbe riferito a un membro del board di WBD che Paramount sarebbe disposta a salire fino a 31 dollari per azione e che quella cifra non rappresenterebbe ancora la sua offerta finale.

Uno scenario che riapre completamente i giochi.

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I capi di Netflix, Ted Sarandos e Greg Peters; Il CEO di Paramount David Ellison

Verso uno scontro diretto tra Netflix e Paramount?

Non è ancora chiaro se Paramount accetterà formalmente l’invito a tornare al tavolo o se sceglierà la via dello scontro frontale, magari attraverso una proxy fight per convincere gli azionisti a bocciare l’accordo con Netflix. Con il voto fissato al 20 marzo, i tempi sono strettissimi: se si arriverà allo scontro, sarà una corsa contro il calendario.

Va ricordato che, in base agli accordi di fusione già firmati, Netflix ha il diritto di pareggiare qualsiasi offerta concorrente. Un dettaglio non secondario, che rafforza la posizione negoziale della piattaforma guidata da Ted Sarandos e Greg Peters.

Zaslav, nel commentare l’aggiornamento, ha ribadito che la priorità del board è “massimizzare valore e certezza per gli azionisti”. Ha inoltre sottolineato che, durante tutto il processo, WBD ha indicato con chiarezza le carenze nelle offerte di Paramount e le modalità per colmarle. Ora la palla passa a Ellison: riuscirà a presentare una proposta vincolante e realmente superiore?

L’offerta Netflix — inizialmente annunciata a dicembre e poi trasformata a fine gennaio in un’operazione interamente in contanti da 82,7 miliardi di dollari — resta ufficialmente quella raccomandata all’unanimità dal consiglio di amministrazione di WBD. Tuttavia, la pressione di alcuni azionisti di minoranza, favorevoli a un confronto più aperto con Paramount, ha spinto il board a non chiudere completamente la porta.

Paramount, dal canto suo, ha recentemente arricchito la propria proposta con incentivi significativi: la promessa di coprire la penale da 2,8 miliardi di dollari dovuta a Netflix in caso di recesso, un piano di rifinanziamento per ridurre i costi di 1,5 miliardi e persino una “ticking fee” da 650 milioni di dollari a trimestre qualora l’operazione non si chiudesse entro fine 2026. Una mossa che Ellison ha definito “un rafforzamento sostanziale dell’offerta”, con l’obiettivo di garantire certezza agli azionisti e protezione dalla volatilità dei mercati.ù

Paramount Skydance To Reportedly Make Bid For Warner Bros. Discovery

Il nodo regolatorio e il peso dell’antitrust

Oltre al prezzo, la vera partita si gioca sul terreno regolatorio. Paramount sostiene che l’operazione con Netflix potrebbe incontrare ostacoli antitrust rilevanti sia negli Stati Uniti sia in Europa, mentre la propria proposta offrirebbe un percorso più lineare verso l’approvazione.

Non è un caso che Paramount abbia recentemente arruolato Rene Augustine, ex funzionaria del Dipartimento di Giustizia statunitense e già avvocata durante l’amministrazione di Donald Trump, come senior vp per le politiche pubbliche globali. Una nomina che segnala chiaramente quanto il dossier regolatorio sia centrale nella strategia del gruppo.

Netflix, però, respinge con decisione le critiche. In una nota diffusa martedì, la società ha ribadito di essere “fiduciosa” che la transazione — descritta come una fusione in larga parte verticale tra asset complementari — abbia un percorso chiaro verso l’approvazione. E ha accusato PSKY di aver travisato il processo di revisione regolatoria, suggerendo erroneamente che la propria proposta sarebbe priva di rischi.

Nel frattempo, l’incertezza sta pesando anche sui mercati. Alcuni analisti hanno sottolineato che la battaglia per WBD rappresenta un freno alla crescita del titolo Netflix nel breve periodo. Finché l’esito resterà in bilico, la volatilità è destinata a rimanere alta.

Il 20 marzo si avvicina rapidamente. Se Paramount presenterà davvero un’offerta “best and final” capace di convincere il board e gli azionisti, la storia potrebbe prendere una piega inaspettata. In caso contrario, Netflix sembra avere ancora il vantaggio strategico — e la possibilità di pareggiare qualsiasi rilancio.

In ogni caso, una cosa è certa: la guerra per il controllo di Warner Bros. Discovery è appena entrata nella sua fase più delicata. E il finale, questa volta, non è affatto scontato.

Fonte: The Hollywood Reporter

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.
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