Marty Supreme, il nuovo film di Josh Safdie con Timothée Chalamet nei panni del protagonista, arriva in sala dal 22 gennaio. Ispirato alla storia vera del giocatore di ping pong Marty Reisman, nel cast troviamo anche Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary, Tyler, the Creator, Abel Ferrara e Fran Drescher.
Presentato in anteprima assoluta ad ottobre del 2025 al New York Film Festival e in anteprima italiana a novembre al Torino Film Festival, l’ultima pellicola di Safdie è elettrizzante e ambiziosa quanto il suo personaggio principale, da cui è davvero difficile distogliere lo sguardo. E in quest’articolo vi sveliamo perché.

Marty Supreme tra ambizione, perseveranza e sogni
Prodotto da Central Pictures e As24 e distribuito in Italia da I Wonder Pictures, Marty Supreme è ispirato alla storia vera del giocatore di tennis tavolo Marty Reisman. Ambientato nella New York del 1952, la storia segue un giovanissimo Marty Mauser che lavora in un negozio di scarpe. Nonostante sia un ottimo venditore, quel lavoro gli calza stretto. La notte infatti va al circolo di ping pong e gioca senza sosta. Tanto sudore e infinite partite, con un obiettivo ben definito: partecipare al British Open, il campionato mondiale di questo sport, e ovviamente vincerlo.
Tra incontri determinanti, come quello con l’attrice Kay Stone e il marito, il magnate delle penne stilografiche Milton Rockwell, e la partita con il giocatore giapponese Koto Endo, quel torneo finirà per cambiargli definitivamente la vita.
Sulle note iniziali di Everybody Wants To Rule The World dei Tears for Fears, una scelta perfettamente in sintonia con le vibes del film, e nel corso delle sue due ore e mezza, Marty Supreme trascina in un vortice di inquadrature incalzanti durante le partite, fughe per le strade di New York e situazioni al limite in cui Marty finisce per catapultarsi, conseguenze dirette del suo atteggiamento e del suo modo di vivere.
Il protagonista si precipita tra tornei, si immette in strade pericolose, fa promesse che non mantiene, scappa e ritorna in un loop infinito, dove ritorna sempre lì: al tavolo di ping-pong. Uno spazio di fatica, soddisfazioni ma anche dolori, in cui continua ad autoproclamarsi come uno dei migliori giocatori al mondo.

Ma Marty Supreme non è decisamente un film pensato esclusivamente per i fan del ping pong. Come suggerisce lo stesso slogan del film Dream Big (sogna in grande), questa è soprattutto una pellicola sull’ambizione, la perseveranza e l’importanza di perseguire un sogno, anche quando nessuno sembra crederci.
Infatti, il gioco, seppur centrale nella narrazione, non è l’elemento che colpisce di più. Ciò che risalta maggiormente è proprio il suo protagonista. Timothée Chalamet regala una performance clamorosa, capace di trasmettere un’emozione e passare rapidamente ad un’altra nel giro di pochi secondi, soprattutto nell’ultima mezz’ora di film, con un finale veramente emozionante. Scena dopo scena, l’attore riesce a mostrare tutte le sfaccettature di un personaggio complesso, ben lontano dal classico ideale di sportivo.
Marty è arrogante, disinibito, poco avvezzo alla vita ordinaria. Vuole vincere a tutti i costi e non ha paura di dirlo né di dimostrarlo. Come dirà a Kay in una scena del film, che lo accusa di essere un ragazzino sognatore, Marty ammette di non avere un piano B per la sua vita, perché non contempla nemmeno l’idea che il suo sogno possa fallire. È convinto ti essere destinato a giocare e vivere di ping pong, certo di ottenere quello che vuole. A qualunque costo.

Un personaggio per cui Timothée Chalamet, anche produttore del film, si prepara da tempo. Come aveva fatto per il suo Bob Dylan in A Complete Unknown, film di James Mangold uscito l’anno scorso, anche per questo ruolo l’attore ha studiato tantissimo, imparando anche a giocare a ping-pong ad alto livello. E il risultato si vede.
Se il personaggio interpretato da Chalamet è il vero perno del film, gli altri, seppur interessanti, come Rachel, Kay, Wally e lo stesso spietato Milton Rockwell, restano quasi sempre sullo sfondo, come a sottolineare ulteriormente la natura egocentrica del protagonista , che fatica ad accorgersi di ciò che accade intorno a lui o le conseguenze su chi lo circonda, muovendosi tra figure che entrano ed escono dalla sua vita come pedine di una scacchiera.

Marty Supreme al di là del film tra marketing e un protagonista che punta in alto
Ancora prima di uscire in Italia, Marty Supreme si è imposto come uno dei film più chiacchierati dell’anno. Complice senza dubbio una campagna marketing massiccia e studiata nei minimi dettagli, che ha visto tra le varie una finta videochiamata zoom tra Timothée Chalamet e il team di marketing, in cui l’attore proponeva idee decisamente out of the box per promuovere il film, tra cui idee effettivamente realizzate, come un dirigibile arancione a tema che ha sorvolato tra le colline di Hollywood. A questo si aggiungono le palline brandizzate pubblicizzate ovunque e arrivate anche in molti cinema italiani, e persino alcune star che hanno iniziato ad indossare la giacca ufficiale del film, condividendo e pubblicando foto e contenuti sui social.
Come una scintilla pronta a diventare incendio con la benzina, la fama di questo film si è propagata rapidamente, conquistando fan ancora prima della sua uscita. Adesso che è uscito al cinema in America , i risultati sono già sorprendenti. In poche settimane, è diventato il maggior incasso USA nella storia di A24, superando anche Everything Everywhere all at once, film vincitore di ben 7 premi Oscar nel 2023.
Una strategia geniale, considerando anche il suo protagonista: Timothée Chalamet. Classe ’95, comincia a farsi conoscere con Call me by your Name di Luca Guadagnino, per poi collezionare ruoli e successi sempre più importanti. E a soli 30 anni, possiamo dire che la sua carriera è già impressionante, tanto da renderlo recentemente l’attore più giovane a vincere un Golden Globe ella categoria Miglior attore in un film commedia o musicale.

Chalamet è una delle star più amate della nostra generazione, e non ha mai avuto paura di ambire in alto, dichiarando apertamente la sua volontà di essere tra i grandi. È noto come parte di questo impegno sia legato anche alla sua corsa all’Oscar come miglior attore protagonista, per la quale non possiamo che fargli un sincero in bocca al lupo.
Lo aveva dichiarato stesso lui l’anno scorso durante il suo discorso (molto criticato ma, senza alcun dubbio, decisamente audace) ai Golden Globe vinto per la sua interpretazione di Bob Dylan in A Complete Unknown. Lui si ispira ai grandi e vuole esserne parte. Un intervento che ha suscitato polemiche tra chi lo ha accusato di arroganza, ma che può essere letto come il riflesso di un giovane attore che non ha paura di ammettere pubblicamente il proprio perfezionismo, la tenacia e la consapevolezza del proprio talento.
Qualità che sono presenti anche nel personaggio di Marty Supreme, costruito su misura per lui. Come ha dichiarato Josh Safdie ad Empire : “Il film è stato scritto completamente per Timmy. Per il lato sognatore di lui”. “Ho visto questa cometa che non era ancora atterrata da nessuna parte”, “Aveva questa visione suprema per se stesso e lì c’era un’energia. Un’angoscia romantica”.
In un mondo in cui diventa difficile credere nei propri sogni, tra situazioni geopolitiche complesse, difficoltà economiche e individualismo spietato, Marty Supreme ricorda quanto sia importante continuare a farlo, in prima persona, nonostante tutto.
Il film arriva nei cinema italiani dal 22 gennaio e noi vi consigliamo caldamente di tuffarvi al cinema!

Marty Supreme
Timothée Chalamet: Marty Mauser
Gwyneth Paltrow: Kay Stone
Odessa A'zion: Rachel Mizler
Kevin O'Leary: Milton Rockwell
Tyler, the Creator: Wally
Abel Ferrara: Ėzra Miškin
Fran Drescher: Rebecca Mauser
Sandra Bernhard: Judy
Spenser Granese: Clark
Philippe Petit: arbitro belga
Luke Manley: Dion Galanis
John Catsimatidis: Christopher Galanis

