In un’epoca in cui l’intrattenimento non può fare a meno di revival, reboot e sequel per “andare sul sicuro” – qualsiasi sia il medium su cui l’Arte viene fruita -; in un periodo dell’anno in cui non si riesce a fare a meno di vedere, ascoltare, leggere qualche tipo di prodotto “a tema”, come espressione di questo sentiment attuale, in generale ed in particolare, e come crasi tra ciò di cui ci piace parlare – fumetti di supereroi – e magia di questi giorni – il Natale, ecco arrivare a fagiolo la nuova avventura tra Batman e Babbo Natale.
Dopo la prima d’esordio dello scorso anno (ve ne avevamo parlato qui), lo sceneggiatore Jeff Parker accompagnato dalle matite di Lukas Ketner e di Michele Bandini segnano “Il Ritorno del Cavaliere Redentore“ – con un’evidente strizzatina d’occhio al ben più iconico e seminale “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller e Lynn Varley -, miniserie in cinque parti pubblicata da DC Comics alla fine del 2024 negli Stati Uniti ed arrivata alle nostre latitudini in un unico volume cartonato grazie a Panini Comics all’inizio dello scorso ottobre.
Una nuova minaccia è riapparsa nel periodo natalizio: uno spirito in armatura è emerso dalla Valle dei Re in Egitto per rubare energia vitale alle sue vittime, mummificandole; una presenza dimenticata dalla memoria storica e collettiva, pronta a riprendersi il posto ed il poetere nel mondo che gli era stato promesso secoli fa. Solo l’intervento della Justice League può impedire una nuova catastrofe su scala mondiale… eppure gli sforzi coordinati dei migliori paladini della giustiza del nostro pianeta sembrano non sortire alcun effetto. Per creature magiche, c’è bisogno di un alleato altrettanto straordinario: Babbo Natale!

Batman & Babbo Natale – Il Ritorno del Cavaliere Redentore
La neve è scesa su Gotham City e le campane suonano… non a festa, però, perché un nuovo nemico di Batman e della Justice League tutta è emerso dal deserto privando le sue vittime di qualsiasi essenza vitale. Il Natale è alle porte ma non ci sono buone notizie all’orizzonte: un armatura vuota, un cavaliere senza corpo è pronto a diffondere morte e terrore nel nostro piano dell’esistenza e solo Superman, Batman, Lanterna Verde e i più potenti eroi dell’Universo DC hanno la possibilità di sconfiggerlo.
Ma se i loro sforzi coordinati non fossero abbastanza? Se la scia di cadaveri mummificati non facesse altro che allungarsi? E poi, da dove arriva questo Cavaliere? Quando il mondo sembra senza speranza, quando la magia sembra essere l’unica arma in grado di sconfiggere il nuovo nemico, non si può far altro che affidarsi al simbolo per eccellenza di speranza, di fede, di magia, di buone notizie: Babbo Natale!
Dopo aver salvato Gotham City ed il mondo intero dall’invasione del Krampus e delle creature magiche, Santa Claus viene convocato da Zatanna e Robin (Damian Wayne) per correre in soccorso della Justice League e tentare di sconfiggere il Cavaliere Silente, sfuggito alla prigionia mistica di Babbo grazie ad un antico sigillo, il cui potere assorbente sembra essere incontrastabile.

Alias di Brian Kent, il Cavaliere Silente è un personaggio parecchio “minore” nel parterre DC Comics ma straordinariamente longevo: creato sulle pagine di The Brave & The Bold #1 del 1955 da Robert Kanigher e Irv Novick, è stato riutilizzato nel corso degli anni in diverse incarnazioni – la più recente nel 2017 con Scott Snyder – ma tutte con un’origine comune, la Tavola Rotonda di Re Artù.
Brian, infatti, è stato al servizio del mitologico sovrano finché non ha disobbedito agli ordini di Merlino per inseguire gloria personale: avvicinandosi al Castello delle Nebbie, dimora delle fate, Brian ha ricevuto in dono un’armatura con cui ha cominciato a perpetrare crimini per stabilire il proprio, personalissimo Regno. Solo l’intervento di Merlino e dei Maghi suoi alleati hanno potuto impedire la realizzazione del piano.
Ma dopo lo scontro mistico con il Krampus, il sigillo che teneva imprigionato Brian si è spezzato, riportando il Cavaliere Silente ed altre creature nel nostro piano di esistenza per proseguire quel lavoro interrotto.
E mentre la League combatte, apparentemente senza troppe possibilità di successo, Gotham cade nell’anarchia, messa a ferro e fuoco dai criminali che non sono perseguiti da Batman. Il caos è sceso sulla Terra, il piano del Cavaliere Silente sembra potersi realizzare.
Solo uno sforzo collettivo della comunità supereroistica e mistica può essere l’ultimo efficace baluardo di difesa contro il Cavaliere Silente. Eppure Zatanna e Babbo Natale non sono gli unici esseri capaci di manipolare, piegare ed utilizzare la magia: e se fosse necessario l’intervento di altri amici… o nemici?

Per Il Ritorno del Cavaliere Redentore, infatti, Jeff Parker pesca a piene mani dall’immenso bacino dei personaggi DC Comics impostando fin da subito un’avventura molto più ampia in termini di cast e di ambientazione rispetto al primo capitolo: nel corso dei cinque episodi della miniserie, infatti, lo sceneggiatore introduce in maniera efficace e pesata alcuni nomi del roster mistico-magico DC e della mitologia natalizia, regalando anche qualche sorpresa nelle scelte (che non vi spoileriamo di certo proprio qui!), e giocando con loro per alternare i toni ed i ritmi di una narrazione complessivamente bilanciata e genuinamente divertente.
Se Il Cavaliere Redentore era stato un bell’esperimento narrativo, utile non solo ad introdurre un personaggio della cultura di massa in uno specifico universo supereroistico e a “sfruttarne” la risonanza, Il Ritorno cavalca l’onda di cui sopra senza perdere però di coerenza ed aderenza né con il più grande Universo DC – de facto, non parliamo di un Elseworld ma di una storia in perfetta continuity con gli eventi, la cui dimostrazione si ha nell’epilogo – né con il micro universo narrativo messo sotto la lente di ingrandimento da Parker.
Tali aspetti si ritrovano anche nel comparto grafico: la matita principale è di Lukas Ketner che prosegue il lavoro di Michele Bandini – con l’artista nostrano che interviene comunque a partire dal secondo capitolo – realizzando delle tavole ipercinetiche con soluzioni registiche (in alcune occasioni forse un po’ ripetitive) efficaci per i punti di maggior climax narrativo. Non mancano anche le apprezzatissime citazioni alle grandi storie di Batman, con vignette che ripropongono pose e soluzioni riconoscibilissime ma altrettanto divertenti da scovare.

Il secondo team-up tra Batman e Babbo Natale risulta essere un’avventura più corale di quanto il titolo possa lasciar intendere pur riservando nella risoluzione ai due personaggi il ruolo principale per sventare la minaccia.
Pur collocandosi nell’attuale legge di revival, reboot e sequel per andare sul sicuro sfruttando due grandi nomi (anche “commerciali”), Il Ritorno del Cavaliere Redentore risulta essere una storia godibilissima, in cui l’azione tipicamente supereroistica si fonde con la mitologia di Santa Claus e quella arturiana, rendendo naturale l’esercizio di sospensione di incredulità del lettore e lasciandogli credere che un vecchio signore barbuto possa sconfiggere un Cavaliere senza corpo al fianco dei nostri Eroi preferiti.
D’altronde, non è poi questa la magia del Natale?


