Jumanji – Il primo, l’originale

È appena arrivato nelle sale italiane il sequel (Jumanji – Benvenuti nella giunga), dunque è il caso di rinfrescarci la memoria dedicando uno speciale al fantastico film con Robin Williams del 1995

Un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar, tira i dadi per muovere la pedina, i numeri doppi tirano due volte, e il primo che arriva alla fine vince.

Sono queste le istruzioni del gioco da tavolo più famoso al mondo: semplici, chiare e soprattutto brevi! Già, perché la lunghezza delle istruzioni ci condiziona sempre nella scelta del gioco con cui divertirci, chi di voi le hai mai lette fino alla fine? Ma soprattutto: chi di voi si ricorda poi tutte le regole? Invece queste due righe, brevi e concise, hanno incastrato più di una persona in un gioco fantastico e spaventoso.

Jumanji, film del 1995 diretto da Joe Johnston, fu davvero un successo al botteghino: con un investimento di 65 milioni di dollari, ne incassò 262 in tutto il mondo.

Grazie all’alternarsi di azione e brivido, è un family movie che ha saputo conquistare davvero tutti, riuscendo a farci sognare un’avventura con animali straordinari, che seppure apparivano assolutamente realistici sullo schermo, erano chiaramente irreali (almeno spero…).

Nel 1869, due ragazzi seppelliscono una cassa misteriosa sotto terra. Cento anni dopo, nel 1969, il dodicenne Alan Parrish sente un suono di tamburi e ritrova la cassa tra gli scavi di un’impresa edile. Questa cassa contiene un magico e misterioso gioco da tavolo a dadi, chiamato Jumanji.

Alan è un ragazzo debole e vittima di bullismo, figlio di un ricco proprietario di una fabbrica di scarpe, che riesce a convincere la sua compagna di classe Sara a giocare con ciò che aveva trovato. Improvvisamente viene inghiottito dal gioco e risucchiato nella giungla, restando intrappolato in una realtà parallela per 26 anni.

Nel 1995, la magnifica casa dei Parrish è in malora: un giorno Peter e Judy, entrambi orfani, si trasferiscono nella vecchia villa con la zia e proprio udendo lo stesso suono di tamburi che aveva permesso ad Alan di trovare la cassa, s’imbattono nel gioco nascosto nella soffitta.

Cominciano così una partita iniziata tanti anni prima: con il giusto tiro di dadi riescono a far tornare nella nostra realtà Alan, ormai cresciuto. Oltre a lui, però, arrivano una quantità incredibile di animali selvaggi e personaggi bizzarri, che iniziano a seminare il panico il città. Alan, dopo essersi ripreso dallo shock di essere tornato in un mondo che ormai stenta quasi a riconoscere, cerca di prendere in mano la situazione provando a coinvolgere la sua vecchia amica Sara, che scopriremo non essersi mai ripresa del tutto da quella maledetta sera in cui vide Alan sparire all’interno di un gioco da tavolo.

Robin Williams (Alan Parrish da grande) è il protagonista indiscusso del film, nonostante non appaia prima del 28°minuto. Qui lo troviamo all’apice della sua carriera, un mattatore d’eccezione che riesce a trasportarci in un mondo fantastico parlando direttamente al cuore dei bambini. Un personaggio incredibile, in grado di regalarci storie diventate immortali anche grazie alla sua interpretazione.

I bambini sono intrappolati in un corpo troppo minuto per essere presi in considerazione e avere voce in capitolo sulle questioni familiari. Proprio perché da piccoli siamo scarsamente credibili agli occhi dei grandi, la vita ci sembra faticosa e gli amici appaiono come la nostra ancora di salvezza. Alan e Sara sono adulti solo sulla carta, pronti ad essere in ogni momento dalla parte dei bambini, cresciuti solo esternamente, ma bloccati nella loro infanzia. Uno per essere finito in un limbo temporale e l’altra per il trauma causato dal gioco; questo li rende adulti rassicuranti, ma che nello stesso tempo hanno paura.

Il messaggio che il film ci trasmette è chiaro: la vera paura non è quella di trovarsi davanti a qualcosa di spaventoso, ma essere soli nell’affrontarlo. Le disavventure e l’unione dei protagonisti ci portano a tifare per loro e non a temere per la loro incolumità. È come se sentissimo che finirà bene sin dall’inizio. Jumanji è il gioco di “società” per eccellenza, il tabellone è come se fosse un contratto per un esperimento sociale e la chiave per vincere è affrontare le nostre paure unendo le forze.

E qual è la paura delle paure? È quella di scoprire che qualcosa d’impossibile possa in realtà accadere davvero. Così come un tiro di dadi può segnare il destino di un giocatore, tutta la partita sembra una seduta spiritica che emette sentenze: Nella giungla dovrai stare, finchè un 5 o un 8 non compare!

Accanto a Robin Williams troviamo Bonnie Hunt nei panni di Sarah Wittle e una giovanissima Kristen Dunst, decisamente ancora lontana da Spider-Man e Maria Antonietta.

La Dunst ebbe la meglio su Scarlett Johansson, che aveva fatto il provino per interpretare Judy, mentre il ruolo di Alan furono in molti a contenderselo: Michel Keaton, Tom Hanks, Harrison Ford, Kurt Russell, Sean Connery, Dan Aykroyd e Rupert Everett.

 

Jumanji – Qualche curiosità

È tratto da un omonimo albo illustrato per bambini, scritto da Chris Van allsburg nel 1991, secondo l’autore la parola “Jumanji” in Zulu significa “molti effetti”.

 

  • È stato finalmente realizzato il gioco da tavola di Jumanji, che sembra identico in tutto e per tutto a quello che vediamo nel film (stregonerie a parte…). Per acquistarlo, fate un giro su Amazon.

 

  • Nello stesso anno dell’uscita della pellicola, venne fatta una trasposizione letteraria da parte di George Spelvin.

 

  • È stato realizzato anche un cartone animato basato sul film, conta  tre stagioni per ben 40 episodi. Trasmesso tra il 1996 e il 1999 su vari reti minori, ha per protagonisti Peter e Judy che tentano di liberare Alan Parrish risucchiato dal gioco nel 1969.

 

  • C’è la presenza di un calcolo errato: nella scena in cui Sarah e Alan da grandi, giocano con Peter e Judy, questa dice che può vincere se tirasse un 12, ma esce un 3; nel lancio successivo Alan afferma che la ragazzina può vincere se tirasse un 7, ma se precedentemente era uscito un 3 avrebbe dovuto aver bisogno di un 9 per totalizzare 12.
  • A Keene, nel New Hampshire una delle location delle riprese, si può trovare questo su un palazzo:
  • Il papà di Alan e Van Pelt (il cacciatore che lo voleva morto nella giungla) spronano il ragazzo ad affrontare le sue paure e infatti sono interpretati dallo stesso attore, Jonathan Hyde.
  • Nella scena in cui Van Pelt va a prendere il fucile, fu messo come sottofondo l’inno messicano, poi fu modificato perché ne era vietato l’utilizzo.

 

Ora è tempo per una nuova generazione di giocatori: il 1 gennaio 2018 è arrivato nei cinema italiani Jumanji – Benvenuti nella giungla, sequel diretto da Jake Kasdan con Dwayne “The Rock” Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan e Nick Jonas. Il cast è stato (ovviamente) rivoluzionato, chissà se la stessa cosa è accaduta gli animali della giungla… 

Vi lascio con un memorabile indovinello: ha zanne aguzze, vi vuole assaggiare, non vi conviene temporeggiare…

Saki

Instagram Meganerd
Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *