I meravigliosi anni 90 – 1994: Wrestlemania X, la scala per il paradiso


Il nostro racconto dei meravigliosi anni 90 del wrestling continua la seconda parte degli eventi accaduti nel 1994. Il più importante, neanche a dirlo, è stato il decennale di Wrestlemania

wrestling vintage 1994 wrestlemania xLa controversa conclusione della Royal Rumble, nella quale erano stati proclamati vincitori ben due partecipanti, Bret Hart e Lex Luger, poneva il problema di chi sarebbe stato lo sfidante per il titolo assoluto detenuto da Yokozuna a Wrestlemania X. La dirigenza, nella persona del Presidente Jack Tunney, decise che entrambi i lottatori avrebbero avuto un’opportunità al “Super Bowl dello sport-spettacolo” ma, per stabilire chi avrebbe affrontato per primo il campione, si procedette al sorteggio con il classico lancio della monetina. Il vincitore avrebbe lottato contro Yokozuna mentre il perdente si sarebbe misurato con un altro avversario in attesa di sfidare, la stessa sera, chi avrebbe prevalso nella contesa per la cintura.

Toccò per primo a Lex Luger che, dopo aver festeggiato a Summerslam l’anno prima un’inutile vittoria contro il campione per conteggio fuori dal ring (che notoriamente non determina il cambio di mano della cintura) come se fosse un trionfo ed aver apparentemente perso ogni ulteriore possibilità di competere per il titolo del mondo (i patti erano: o vinci o ti scordi per sempre di lottare per la corona di campione), adesso si ritrovava nuovamente in pole position per salire sul gradino più alto della federazione. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: nel wrestling i “per sempre” valgono quanto le promesse di un politico in campagna elettorale. A Bret Hart, nel frattempo, sarebbe toccata la resa dei conti con il fratello Owen, con cui, in occasione della Rumble, la situazione era decisamente precipitata.

La sera del 20 marzo del 1994, quindi, al Madison Square Garden di New York, storica sede della prima edizione, si tenne il decimo anniversario di WrestleMania. E se allora dieci anni sembravano un anniversario pazzesco per uno show di wrestling, probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di arrivare a festeggiare il trentennale o di navigare con il vento in poppa addirittura verso le quaranta edizioni. Il match fra Bret e Owen aprì la serata e, ancora oggi, viene ricordato come uno dei più belli della loro carriera. In Italia Wrestlemania X non venne trasmessa in tivù, dato che Italia1 aveva solo i diritti per il programma settimanale WWF Superstars ma, stranamente, non venne distribuita neanche in videocassetta mentre la Royal Rumble di gennaio e King of The Ring di giugno vennero pubblicati con il commento del solito Dan Peterson. Se comunque volete andare a rivedere quel meraviglioso incontro raccontato da Dan, potete ripescarlo in uno dei DVD usciti nel 2011 nella collana “Wrestling Legends” della Gazzetta dello Sport intitolato Bret Hart, il migliore, che poi altro non è che la versione italiana ridotta del DVD originale del 2005 della WWE: Bret Hit Man Hart: The Best There Is, The Best There Was and The Best There Ever Will Be.


bret hart

Dopo ben venti minuti di scambi estremamente tecnici (la specialità di casa Hart), Owen piazzò il colpo della sorprendente vittoria sul più quotato fratello maggiore. A guardarlo bene, però, Bret non sembrava particolarmente scosso per la sconfitta. Tutto sommato, a batterlo era pur sempre stato il fratello che lui amava tanto, nonostante le recenti vicissitudini. E poi gli rimaneva il piatto forte da gustare più avanti nella serata: il match per il titolo WWF.

bret vs owen hart

Prima, però toccava a Luger. Dopo aver fallito l’anno precedente, stavolta l’“All-American” non avrebbe deluso nuovamente i suoi fan, giusto? E invece sì. In un incontro caratterizzato dalle interferenze dei manager di Yokozuna, il giapponese Mr. Fuji e l’americano Jim Cornette (che, da piccolo, non sopportavo), ad un certo punto Lex riuscì a schienare il rivale ma il “misterioso arbitro speciale” assegnato alla contesa, cioè Mr. Perfect, nel frattempo si era fatto distrarre e in quel momento era ancora alle prese con i due fastidiosissimi manager. Nel tentativo di richiamare la sua attenzione, Luger gli mise le mani addosso e il – per la verità – fiscalissimo arbitro finì per squalificarlo! Un finale decisamente inglorioso per un wrestler che nella WWF sarebbe passato alla storia come un eterno incompiuto. Ad ogni modo, il buon Lex aveva già ed avrebbe  ancora avuto maggiore fortuna nella rivale World Championship Wrestling.

lex luger yokozuna

Nel main event della serata, dunque, si ritrovarono di fronte gli stessi contendenti dell’edizione dell’anno precedente: Bret Hart e Yokozuna, ma stavolta la cintura era alla vita…o meglio, sulla spalla di quest’ultimo, data la stazza del gigante samoano. Anche per questo match venne designato un arbitro speciale. A sorpresa, a dirigere la contesa si presentò il rientrante Roddy Piper. Alla fine fu l’Hitman a laurearsi campione per la seconda volta, coronando così quella rimonta che era iniziata proprio dodici mesi prima, dopo la sconfitta subita al Ceasar’s Palace di Las Vegas. Ma Owen, che aveva battuto il fratello a inizio dello show e si considerava pertanto il legittimo primo sfidante, masticava amaro. La faida degli Hart non era ancora finita.

hitman

Oltre che per la doppia sfida per il titolo del mondo, WrestleMania X  viene ricordata anche per essere stata teatro di alcuni incontri a stipulazione speciale.

Per esempio, il Mixed tag team match fra Bam Bam Bigelow e quella pazza furiosa di Lucha Vachon, che urlava invece di parlare, e Doink e Dink, che altri non era se non un Doink in miniatura. Ora, in genere la coppia mista è composta da un lottatore e una lottatrice ma suppongo che nella WWF del 1994 un wrestler affetto da nanismo venisse considerato “diverso” dagli altri lottatori. Per fortuna gli standard sono decisamente cambiati nel corso degli anni. I vincitori furono i “cattivi” Bam Bam e Luna ma immagino che avreste dormito benissimo anche senza saperlo.

Poi ci fu il Falls Count Anywhere match fra Crush e Macho Man che fu l’ultimo atto della carriera di quest’ultimo nella World Wrestling Federation, dato che, dopo aver fatto il commentatore fino a fine anno, sarebbe passato, armi e bagagli, alla WCW. È curioso notare come questa tipologia di contesa generalmente preveda che il conto di tre da parte dell’arbitro possa avvenire ovunque nell’arena, quindi non necessariamente nel ring, ma nel’94, per vincere, dovevi anche assicurarti che il tuo avversario non rientrasse sul quadrato prima di 60 secondi dopo lo schienamento. Era un’epoca in cui le stipulazioni speciali erano decisamente più rare. Pertanto, Savage schienò Crush per l’1-2-3 nel backstage ma poi dovette legarlo e appenderlo come un salame per impedirgli di tornare sul ring prima della fine del conto alla rovescia. Quando si dice che la creatività nella vita è importante.

wrestlemania 10 macho man

 

Ma l’incontro che ancora oggi viene celebrato come uno dei più entusiasmanti della sua tipologia è il celeberrimo Ladder match fra Shawn Michaels e Razor Ramon per il titolo intercontinentale. A dire il vero, due anni prima Michaels aveva già disputato un incontro così – che prevede che il vincitore sia colui che riesce a posizionare una scala sul ring per salirci sopra e prendere la cintura appesa a mezz’aria ad un cavo d’acciaio calato dal soffitto dell’arena – con Bret Hart un paio di anni prima ma quello contro Razor fu il primo Ladder match ad essere trasmesso in televisione.

L’anno prima, i dirigenti della WWF avevano tolto la cintura di campione intercontinentale a Shawn Michaels perché questi non si rendeva abbastanza disponibile a difendere la sua corona. Il titolo era stato reso vacante e Razor Ramon aveva vinto la battle royal che aveva decretato il nuovo campione. Michaels, però, si rifiutava di riconoscere il nuovo detentore e si proclamava “il vero campione intercontinentale”, continuando a portare in giro la sua cintura. La resa dei conti avvenne, quindi, al Madison Square Garden. Le due cinture vennero sospese in alto sul ring e, dopo quasi venti minuti di spettacolari evoluzioni, Razor riuscì a salire sulla scala e ad afferrare entrambi i titoli.

WrestleMania-10-Shawn-Michaels-Razor-Ramon

Con quel match, uno dei più grandi della storia di questa disciplina, quella notte del 1994 venne scritta una pagina indelebile della storia di questa disciplina. D’altro canto, non per niente Wrestlemania è lo “Showcase of the Immortals”.

 

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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