Goldberg, devastazione nell’Elimination Chamber

Ormai da molti anni, una delle tappe sulla strada per Wrestlemania è Elimination Chamber, un evento che prende il nome da una cruenta tipologia di match. E potevamo non affrontare l’argomento in una puntata di Wrestling Vintage? Eh, potevamo? Beh, probabilmente sì… ma l’abbiamo fatto lo stesso, proprio oggi, tornando indietro nel tempo di ben diciotto anni

copertina wrestling vintage goldberg

Ormai da molti anni, una delle tappe sulla strada per Wrestlemania è Elimination Chamber, un evento che prende il nome da una cruenta tipologia di match. E potevamo non affrontare l’argomento in una puntata di Wrestling Vintage? Eh, potevamo? Beh, probabilmente sì… ma l’abbiamo fatto lo stesso, proprio oggi, tornando indietro nel tempo di ben diciotto anni.

Quando la World Championship Wrestling chiude i battenti nel 2001, Bill Goldberg è uno dei pezzi pregiati del roster che la World Wrestling Federation (poi Entertainment) non riesce immediatamente ad assicurarsi per via dell’oneroso contratto che questi aveva sottoscritto, separatamente, con la federazione di Ted Turner.

Dopo essersi (lucrosamente) liberato dall’accordo con il magante dei media nel 2002 ed aver fatto alcune apparizioni in Giappone nei mesi seguenti, nel 2003, finalmente, a seguito di lunghe contrattazioni, Goldberg raggiunge un’intesa annuale con Vince McMahon e debutta nella puntata di Raw la sera dopo Wrestlemania XIX.

The Rock, in quel periodo calato nella parte del “cattivo”, è sul ring per celebrare il suo ultimo successo – allo Showcase of the Immortals di ventiquattr’ore prima dove, per la prima volta in competizione singola, aveva avuto la meglio sul rivale di sempre “Stone Cold” Steve Austin – e per congedarsi da una federazione dove, a suo dire, non avrebbe più avuto senso continuare a lottare, dato che ogni tipo di concorrenza era stata sbaragliata.

A quel punto la sorpresona: nell’arena risuona la sua musica trionfale e sullo stage, inaspettatamente, appare Bill Goldberg. Il pubblico non ha ancora rimesso a posto la mascella che l’ex WCW è già sul ring. “Rock, you’re next!”: con quattro parole e una devastante spear, il suo primo grande incontro in pay-per-view è già fissato.

the rock goldberg 2003

A Backlash, quindi, nonostante nelle settimane precedenti avesse ricevuto qualche batosta di troppo rispetto a quelle che il suo personaggio da invincibile beniamino dei fan avrebbe meritato, Goldberg batte il People’s Champ e segna la sua prima grande vittoria in WWE. La sua opera di devastazione, però, è solo iniziata.

La successiva preda dell’ex giocatore di football convertito al wrestling è un suo vecchio collega in WCW: quel Chris Jericho con cui Goldberg si era rifiutato di lottare nel 1998, ritenendolo di un livello inferiore al suo. Ma nel 2003 la situazione è decisamente diversa: Jericho è passato alla corte di McMahon qualche anno prima e, nel frattempo, è divenuto il primo campione indiscusso della storia della WWF/E, vincendo nella stessa sera il titolo WWE e quello del mondo. Insomma, agli occhi di Goldberg, il suo status si è decisamente elevato.

Nell’incontro disputato a giugno, a Badd Blood – che non soddisfa appieno gli spettatori, tanto che una parte di loro fischia apertamente anche lui, che teoricamente dovrebbe essere il babyface della situazione –, l’ex defensive tackle degli Atlanta Falcons si sbarazza in maniera netta anche di Chris Jericho. Ottima prestazione, ok. Ma Goldberg ha solo una cosa in testa: la grande cintura dorata di campione del mondo.

goldber triple h

La sua occasione arriva nel corso di quell’estate. Il detentore è Triple H che, in quel periodo, domina il mondo del wrestling con la stable dell’Evolution. A luglio, un primo scontro non sanzionato con Golberg gli procura un infortunio dal quale, però, riesce a recuperare in tempo per il pay-per-view di agosto. A Summerslam si disputa il secondo Elimination Chamber match della storia della federazione, l’incontro in una gigantesca struttura circolare d’acciaio al cui interno sono collocati il ring e, ad ogni angolo, quattro celle chiuse da dei pannelli trasparenti. Alla contesa partecipano in sei: due iniziano sul ring e gli altri quattro, nel frattempo chiusi nelle celle, vengono liberati a turno, a intervalli regolari, per unirsi all’azione. Chi subisce uno schienamento viene eliminato. Vince chi rimane per ultimo. Il risultato è spettacolare ma, sovente, anche brutale.

La sera della “più grande festa dell’estate”, Goldberg è al massimo della forma. I tifosi che riempiono l’arena di Phoenix, in Arizona, accompagnano ogni sua mossa con un’autentica ovazione. Il maestro della spear ne ha per tutti. Elimina Randy Orton, Shawn Michaels e Chris Jericho con una vera e propria dimostrazione di inarrestabile potenza. L’ultimo ostacolo fra lui e la cintura è proprio Triple H che, invece di partecipare al match, è rimasto per tutto il tempo al riparo nella cella, dalla quale, in realtà, sarebbe già dovuto uscire da un pezzo. Il campione e l’ex giocatore di football sono gli ultimi due in gara ma il leader dell’Evolution non ne vuole proprio sapere di affrontarlo. Goldberg lo invita a farsi avanti. Quello, dall’altra parte del pannello, dice di no. Ma il nostro è in piena trance agonistica e non può perdere tempo a negoziare. Pertanto, ad un certo punto distrugge il vetro divisorio con un pugno e trascina letteralmente fuori l’avversario.

Goldberg-Chris-Jericho-Shawn-Michaels

Ecco, finalmente ci siamo, pensa il pubblico.

Purtroppo, però, The Game è un “cattivo” con la C maiuscola che usa sempre tutte le risorse a sua disposizione, pulite o meno che siano, per avere la meglio sugli avversari. Una di queste è il suo martellone da fabbro, che poco dopo, mentre l’arbitro non vede, finisce proprio sulla testa di Goldberg. 1-2-3, grandissima delusione dei fan, fine dei sogni di gloria nonostante la straordinaria performance. Ma solo per adesso.

L’appuntamento con il trionfo è rimandato solo di un mese. Infatti, in occasione del pay-per-view Unforgiven, Goldberg otterrà la sua rivincita, sconfiggendo Triple H in un match uno contro uno e alzando al cielo il suo primo titolo in WWE.

Who’s next?

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Gianluca Caporlingua

Cresciuto (???) giocando a calcio e sbucciandomi le ginocchia sui campi in terra della provincia siciliana. Da bambino, però, il sogno (rimasto nel cassetto) era quello di fare il wrestler. Dato che mia madre non mi avrebbe mai permesso di picchiare gli altri, ho deciso di cominciare a scrivere le storie dei miei eroi. Oggi le racconto filtrandole coi ricordi d'infanzia.

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