#GliAppunti – I fumetti sono stati il vero miracolo in tempo di guerra


Nuovo appuntamento con Gli Appunti di MegaNerd, la rubrica di opinioni rapide e veloci sul mondo Nerd che influenza la realtà

 

Nel 1942 venne distribuito con successo in Giappone il lungometraggio d’animazione cinese La principessa dal ventaglio di ferro (uscito l’anno precedente in patria) che ha per protagonista la diavolessa incontrata da Scimmiotto durante il viaggio. Sono alcune righe tratte da una recensione della Signora Moroboshi sulla saga di Dragon Ball che fanno pensare: in piena Seconda guerra mondiale, un film a cartoni varca il confine di due Paesi in conflitto fra loro, un conflitto, si badi bene, improntato su un concetto di soluzione finale, con l’eliminazione etnica dell’avversario. Una specie di miracolo, soprattutto se consideriamo che spesso fumetti e cartoni sono arruolati di forza dal governante di turno.

È toccato anche a Topolino e pure al suo papà, Walter Elias Disney, sul quale biografia e retroscena sulle sue presunte tendenze politiche si intrecciano in maniera inestricabile. Ma il caso più eclatante è sicuramente Capitan America che nasce per combattere il nazifascismo prima e il comunismo della Guerra fredda dopo. Il Capitano dei nostri giorni è profondamente diverso, pur mantenendo intatta quella voglia di combattere per la libertà, o, quanto meno, per il suo concetto di libertà, cosa che lo porta a scontrarsi con Tony Stark. Del resto, il mondo Marvel e quello della Dc Comics sono popolati di eroi che, di volta in volta, combattono le loro battaglie per il bene dell’umanità.

Tutti in maschera, il supereroe e il cattivo di turno, perché il supereroe non vuol farsi riconoscere per non mettere in pericolo i propri cari, e perché il cattivo di turno deve essere facilmente individuabile: è spesso il lupo solitario, esaltato e anima nera dell’America più profonda, il figlio degenere che, dopo aver studiato nelle migliori università, mette il suo genio al servizio del male, progettando attentati di massa, se non addirittura l’eliminazione del genere umano. Negli ultimi anni, al lupo solitario si è affiancato spesso il terrorista esterno, quello proveniente dal mondo arabo o da una non meglio identificata repubblica ex sovietica. Segno dei tempi che cambiano.


 

Greystoke


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