Derry Girls – Un divertentissimo e consapevole tuffo nel passato

Derry Girls è una serie assolutamente sorprendente: finora sono uscite due stagioni, entrambe reperibili su Netflix. In attesa della terza annata, la nostra Carla fa il punto della situazione e ci spiega perché dovremmo vedere questa serie, che ci riporterà in quegli anni 90 così divertenti per noi, ma difficili per l’Irlanda del Nord

recensione derry girls

Derry, London Derry o Maiden City è la città tristemente famosa per il Bloody Sunday del 1972: lo scontro avvenuto quando l’Associazione per i Diritti Civili dell’Irlanda del Nord organizzò una manifestazione pacifica, nel corso della quale i paracadutisti britannici aprirono il fuoco uccidendo 14 civili. È con questo evento che inizia la storia dei Troubles, in cui morirono 472 persone. Derry si trova sul confine con la Repubblica d’Irlanda e negli anni ’90 è stata protagonista di moltissimi scontri tra l’esercito inglese e quello irlandese, tra cattolici e protestanti. 

Derry Girls parla di tutti questi problemi e lo fa in ogni chiusura di puntata quando la famiglia di Erin e Orla si ritrova davanti alla televisione a seguire il TG, ma non si tratta assolutamente di una serie drammatica, seppur ambientata in anni di asprezze.

Scritto e creato da Lisa McGee, nativa di Derry, è incentrata sul gruppetto di Erin (Saoirse-Monica Jackson), Orla (Louisa Harland), Clare (Nicola Coughlan), Michelle (Jamie-Lee O’Donnell) e James (Dylan Llewellyn).

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Questa serie è dinamica e spumeggiante, le stagioni finora uscite sono 2, composte da 6 puntate di una ventina di minuti in cui si seguono le avventure che le Derry Girls devono affrontare nella loro piccola comunità e nella grandiosa scuola cattolica di cui fanno parte. Seppur incentrata sugli anni adolescenziali, non è assolutamente vicina ad altri teen drama. Innanzitutto non ci sono le solite faide tra fanciulle per accaparrarsi il bel giocatore di “sport x” (tipo baseball, calcio, basket), diciamo che l’aspetto sentimentale caratterizzante queste serie è molto marginale. C’è l’antipatica della situazione che è Jenny Joyce, ma sta antipatica persino alla direttrice del collegio, quindi forse non vale.

L’aspetto che caratterizza questa serie è l’ironia, questo gruppetto di ragazze e James è estremamente variegato, Erin è saccente ed aspira a cercare il fuoco che anima la letteratura, Clare è sempre ansiosa e preoccupata, Michelle è la strafottente/bad girl, Orla è un po’ svampita  e vive in un mondo tutto suo, mentre l’English fella James cerca solo di integrarsi nel difficile ambiente scolastico. Oltre a loro, meraviglioso personaggio è quello di Suor Michael, la direttrice, che è un pozzo di ironia e battute taglienti, anche sulla religione: uno dei temi caldi del periodo in cui la serie è ambientata.

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Questo gruppetto ben mixato invece di litigare per quale abito sia più bello o per chi ha guardato chi o a nascondere i cuscini sotto al letto per sgattaiolare alle feste, si trova alle prese con problemini leggermente più gravi: incendi, allagamenti di bagni, funerali, visioni mariane, l’arrivo di Bill Clinton, statue decapitate e cani resuscitati; insomma le Derry Girls nelle due stagioni hanno avuto un bel daffare.

Altro punto a favore di questa serie è l’assoluta mancanza di appiattimento dei personaggi: in generale nei prodotti che parlano di adolescenti sono tutti biondissimi, bellissimi, altissimi e levissimi, invece in Derry Girls ci sono persone con fisicità estremamente diverse e con look abbastanza eterogenei. Anche la meravigliosa famiglia del mulino bianco o al contrario la famiglia devastata tipica viene smantellata, per lasciare il posto alla normalissima famiglia Quinn un po’ allargata, vivono infatti tutti sotto lo stesso tetto: la mamma Mary, il povero Terry sempre contraddetto da nonno Joe, la zia Sarah e Orla, tutti insieme litigano a tavola per quante patatine ordinare o per chi deve parlare con l’odiato zio logorroico, insomma un sano ambiente familiare.

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È una serie molto interessante, che riesce a dare una visione della terribile situazione che c’era in Irlanda da un punto di vista diverso, filtrando la guerra, gli scontri e la preoccupazione attraverso gli occhi di 5 adolescenti che cercano nonostante tutto di vivere la propria età, combinando guai. Menzione speciale alla colonna sonora composta da canzoni e artisti che hanno segnato quegli anni: The Cranberries, Take That, Enya.

Quindi per un divertentissimo, ma consapevole tuffo nel passato, guardatela!

 

 

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Carla Gambale

Non si ha memoria di quando abbia iniziato a leggere, ma non ho mai smesso. Lotto da tempo immemore con mia madre per farle comprare una nuova libreria. Tra un'emicrania e l'altra mi adopero a leggere, scrivere e parlare di libri, fumetti e serie tv, poi nel tempo libero studio anche archeologia

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