Zerocalcare non parteciperà al Salone del Libro di Torino

Il fumettista ha spiegato i suoi motivi sui social: preferisce non prendere parte a una manifestazione che ospiterà un editore dichiaratamente fascista

Zerocalcare non andrà al Salone del Libro di Torino. Anche lui, come già il collettivo Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg, ha deciso di non partecipare per protesta contro la decisione degli organizzatori di ospitare l’editore Altaforte, considerato legato al partito neofascista di Casapound. In un lungo messaggio pubblicato su Facebook, Zerocalcare ha scritto di essere molto dispiaciuto ma di non poter «pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli».

Ecco il messaggio integrale, con cui l’autore ha dichiarato di non voler partecipare alla manifestazione torinese:

Ciao, in effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale. 
Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così.
Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello.
Ciao
PS: non è che io so diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so pure molto più rammollito, è che oggettivamente sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro.

 

La scelta di Zerocalcare farà sicuramente discutere, ma – è opinione di chi redige questo articolo – è un bene che si sollevino determinati polveroni. 

 



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