Parola d’Ispettore Gadget!

Secondo solo a Doraemon per i sui mirabolanti aggeggi, insieme a Boss Artiglio ci ha regalato bellissime gag fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica con Matthew Broderick e Rupert Everett! Ma ve li ricordate tutti i suoi gadget?

 

Quanti di voi hanno sognato di diventare ispettore seguendo le avventure di Gadget? Magari i più intrepidi hanno anche tentato di costruire qualcuno di quei marchingegni inaffidabili…

Da una collaborazione Franco-Canadese-Statunitense, con aggiunto lo zampino della Tokyo Movie Shinsha, non poteva che nascere un personaggio così esuberante e catastrofico ma allo stesso tempo amato e imitato da tutti. Vennero prodotte due stagioni mandate in onda dal 1983 al 1986, in Italia però non arrivò prima del 1985, la seconda stagione addirittura nel 1993.

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L’ispettore Gadget è fortemente ispirato a Clouseau della Pantera Rosa ma ricostruito come una specie di cyborg-detective, lavora per la polizia di Metro City e le sue missioni lo portano spesso in posti lontanissimi ed esotici. Per ogni caso, che gli viene passato con un singolare messaggio segreto, intraprende un nuovo viaggio, senza mai chiedersi come e perché un evento dall’altra parte del mondo possa interferire nella vita di Metro City.

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In quasi tutti i casi che gli vengono assegnati commette degli stupidi errori, ciclicamente scambia persone innocenti per nemici e crede che i nemici siano persone decisamente per bene. È davvero goffo e sbadato, si caccia sempre in pericolo e poi miracolosamente se la cava usando uno dei suoi gadget (in)affidabili, o meglio, grazie all’aiuto della nipotina Penny e del cane Bravo (Sophie e Finot, nella prima stagione e nella versione francese). Questi ultimi sono in realtà i veri responsabili della disdetta dei piani di Boss Artiglio, anche se i meriti vanno a Gadget!

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Boss Artiglio è il capo di un organizzazione criminale chiamata MAD (Malevolent Agency of Destruction),  parla con una voce profonda e minacciosa mentre la sua faccia e il suo corpo non vengono mai mostrati. È ben consapevole dell’inettitudine dell’Ispettore ma lo considera il suo più grande nemico. Al suo fianco c’è sempre Satanasso (10 e lode per la scelta del nome!), un gatto ciccione e arcigno che ricorda Lucifero di Cenerentola. Ogni tanto il micio tenta di fare qualcosa ma Boss Artiglio batte il pugno sulla scrivania in preda alla rabbia e il gattone finisce a zampe all’aria!

Un’altra presenza fissa è il commissario Quimby, capo di Gadget, che ha solo il ruolo di consegnarli il messaggio sulla sua prossima missione per poi restare coinvolto nella sua autodistruzione.

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Nel 1999 le tante avventure hanno avuto anche una trasposizione in film, Inspector Gadget, con la regia di David Kellogg e Matthew Broderick e Ruper Everett per protagonisti. Nonostante lo scarso successo è stato girato negli anni successivi anche Inspector Gadget 2, distribuito però solo in VHS e DVD. Entrambi i film sono dei prequel della serie animata, rivelano come John Brown – un agente di sicurezza di un affermata donna esperta robotica, Brenda Bradford – sia divenuto un sofisticatissimo androide dotato di vari gadget.

Nel 2015 è stata riprodotta la serie animata ma in computer grafica, 52 episodi che trattano le vicende dell’ispettore dopo i fatti della serie degli anni ’80, trasmessa da diversi enti privati tra cui Netflix.

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« Di gadget ne ha perfino nel cappello
dal quale farà emergere un ombrello
o, se lo vorrà, un martellone così! »

Come di consueto, la sigla cantata da Cristina D’Avena ci è entrata così in testa che potremmo cantarla tutta e rivedere il fallimento di tutti i Gadget dell’Ispettore, quanti ne ricordate?

  • GADGET BINOCOLO: esce dal cappello e si posiziona proprio davanti agli occhi
  • GADGET OMBRELLO: il più delle volte dovrebbe essere sfruttato come paracadute, ma puntualmente si capovolge facendo precipitare la situazione.
  • GADGET MARTELLO: una mano che impugna un martello, utile a colpire un nemico in avvicinamento
  • GADGET-COTTERO: il mio preferito, un enorme elica che esce dal cappello e permette di volare
  • GADGET MANETTE: queste escono dal suo avambraccio, direttamente sopra la mano
  • GADGET OCCHI: con molto poco senso, si muovo col suono di una macchina da scrivere mentre Gadget legge
  • GADGET MANI: visto che due non bastano mai, dal cappello escono varie braccia con mani che impugnano vari oggetti tra cui un apriscatole, un distintivo, un ventilatore e una macchina fotografica
  • GADGET BRACCIA/GAMBE/COLLO: gli arti sono telescopici, si allungano su richiesta a dismisura
  • GADGET IMPERMEABILE: si può gonfiare a dismisura, utile ad attutire cadute

Ad accompagnare il simpatico agente, non poteva mancare una GADGET MOBILE – se ce l’ha Batman ce l’ha anche lui! – equipaggiata con un arsenale di gadget più caratteristici e classici come una cortina fumogena, una sirena, un gas esilarante e i sedili eiettabili.

Ovviamente il cartone non aveva un finale, l’ultima puntata finiva esattamente come le altre, ma ho una chicca per voi:

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Sei anni dopo la fine della serie è stata rilasciata l’action figure di Boss Artiglio…con il volto coperto! Chi voleva scoprire il volto del cattivone era costretto a comprare tutta la confezione! Insomma qual era la sua identità?

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Eccolo qui! Gli è stato dato il volto di un personaggio totalmente inedito nella serie!

Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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