Iron Man: essere Tony Stark (e non solo…)

Invincibile, internazionale, famigerato: negli ultimi due anni Iron Man è stato questo per Brian Michael Bendis, certo. Ma è stato anche (e soprattutto) Tony Stark il vero protagonista, anche quando fisicamente non c’era

Quando pensiamo ad Iron Man e al suo alter ego Tony Stark, quasi di riflesso ripetiamo come un mantra “Genio, miliardario, playboy, filantropo”, ormai celeberrima frase pronunciata da Robert Downey Jr. nel primo Avengers di Joss Whedon.

Forse anche da questa filastrocca inizia il lavoro di nientepopodimenoché Brian Micheal Bendis, che prende le redini della testata dedicata all’uomo del futuro dopo gli eventi di Secret Wars, proponendoci un Tony con sfaccettature diverse.

‘Genio’ fin da subito perché grazie ai disegni di David Marquez ammiriamo ‘un’armatura che può cambiare forma e colore a seconda del tipo di missione […] che risponde comunque alle sinapsi del mio (di Tony, ndr) cervello’.            

‘Miliardario’ forse un po’ meno del solito, costretto a vendere l’Avengers Tower e ad affrontare gli spietati membri del CdA delle Stark Industries. Ma che non rinuncia al suo essere ‘Playboy’ corteggiando la dottoressa Amara Perera e assumendo come assistente esecutiva la super sexy Mary Jane Watson.

Tra vecchi (Spider-Man, Doc Strange e il fido Rhodey), nuovi alleati e figure misteriose (un Victor Von Doom in cerca di un’improbabile redenzione), il primissimo ‘Invincible Iron Man’ di BMB si propone ai lettori come un titolo non troppo impegnativo, scorrevole, piacevole e avvincente al punto giusto con le battaglie contro Madame Masque, ninja iper-tecnologici e armature da guerra.

Il tutto mentre una giovanissima -e sconosciuta- Riri Williams costruisce nel proprio alloggio al M.I.T. un’armatura ispirata a quella di Stark.

È con International Iron Man che si hanno le novità più importanti e sconvolgenti nella vita del nostro eroe (grazie anche alla partnership di BMB con Maleev): Tony affronta il proprio passato andando alla ricerca [SPOILER] della madre biologica (!), Amanda Armstrong, ex cantante e agente dello S.H.I.E.L.D che abbandonò il piccolo dopo aver ucciso suo padre Jude, agente doppiogiochista dell’HYDRA.

Ma non è finita qui perché esiste un vero erede al trono degli Stark, il figlio naturale di Howard e Maria Stark, Arno, nato con gravi malformazioni e poi nascosto dal resto del mondo (“Le origini segrete di Tony Stark”).

Se Iron Man rimane l’invincible di sempre, è Tony che sta per crollare (ma, ovviamente, non lo ammetterà mai).

Ed è solo l’inizio.

Sì perché non bastano i guai famigliari e finanziari; non è sufficiente uno scontro con la sua pericolosissima ex Cassandra: BMB triplica con…Civil War II: il primo maxi evento de La Nuovissima Marvel (ri)propone gli eroi della Casa delle Idee fronteggiarsi divisi in due fazioni guidate dal nostro Iron Man a difesa del futuro da una parte e Captain Marvel favorevole alla giustizia predittiva dall’altra. Emergono i tagli più importanti della gestione Bendis: Tony, emotivamente ed economicamente devastato, futurista per eccellenza, decide di lottare affinché non si rinunci alle scoperte, all’incertezza, alla sfida, al rischio, in favore della sicurezza sempre troppo delicata in questo mondo (questa posizione non cozza un po’ con quella verso un certo Atto di Registrazione di qualche anno fa?).

Il susseguirsi degli scontri avrà conseguenze disastrose per la comunità e per Tony che, nella lotta finale contro Carol Danvers, cade in un profondo stato comatoso.

Sembra la fine.

Lacrime e dolore. Avengers distrutti e persi. Stark Industries preda di consiglieri rapaci (ma legalmente nelle mani di Amanda coadiuvata da MJ e F.R.I.D.A.Y. per volontà di Tony).

Ma il mondo, seppur addolorato, ha bisogno di Iron Man e trova addirittura due candidati: la giovanissima Riri Williams, geniale, estroversa ma acerba adolescente di Chicago è l’erede designata, che riceve come testimone (ed ecco lo Stark “filantropo”) ‘un’avanzata intelligenza artificiale’ dalle sembianze di Tony stesso, il quale aveva scaricato la propria coscienza in formato digitale in caso di necessità (sigh!). La giovane ragazza si trova subito in un mondo più grande e complesso del proprio garage, divisa tra gli Avengers, i Champions e lo SHIELD, inciampa, cade ma si rialza e impara, combatte come Tony con ciò che ha di più grande: il cuore.

Riri Williams è Ironheart!

Il secondo candidato è Victor Von Doom… sì, proprio lui. L’arci-nemico dei Fantastici 4. Il deus ex machina di Battleworld e delle Guerre Segrete. Per quanto sia quasi inconcepibile, il sovrano di Latveria sfrutta la dipartita del nostro amato Stark per indossare l’armatura e diventare ‘il famigerato Iron Man’. E, se Riri si ispira al Tony più genuino e eroico, come se fosse l’altra faccia della medaglia Destino intraprende un viaggio nel proprio oscuro passato, alla ricerca della madre Cynthia, dell’origine dei propri poteri, affrontando i vecchi nemici di Tony e facendosene dei nuovi (Hood e la sua ciurma di criminali), increduli come noi dinanzi alla scelta di indossare mantello e armatura.

L’Iron Man di Bendis è un mix di passioni, di emozioni, di lotte, di progresso, di sfide.

Il Tony Stark di Bendis è un simbolo di forza e debolezza, di eroismo e sacrificio, di determinazione e dramma, che lascia, a chi ne sarà degno, la sua più grande invenzione -e forse tutto se stesso- in eredità, anticipando, come ci ha abituati da sempre, la nuova era della Marvel.

Essere Iron Man è facile; essere Tony Stark è eroico.

 

Piergiacomo Tomassi

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