Il prezzo di una vita – Recensione

La storia di un ragazzo alla deriva, una misera formica in quell’enorme formicaio che è la vita, giunto ad uno stato di totale apatia verso tutto e tutti proverà a vendere la sua vita

il prezzo di una vita

Questa storia è frutto della ricerca dei ciliegi in fiore.

Sugaru Miaki apre con queste parole la postfazione de Il prezzo di una vita, una storia toccante e attuale creata da lui e disegnata da Shouichi Taguchi. Per entrare nel mood e capire com’é nata l’idea di vendere una vita, vi lascio ancora alle parole dell’autore:

«Era un magnifico e soleggiato pomeriggio primaverile, ma vedevamo che si stavano avvicinando dei nuvoloni scuri. Incapaci di parlare di cose allegre, i nostri erano discorsi puramente masochisti: ci facevamo beffe della realtà che stavamo vivendo in quel momento. Poteva suonare proprio come una conversazione tra due compagni di prigione.
Non mi ricordo esattamente cosa ci siamo detti. Comunque, entrambi eravamo d’accordo sul fatto che sarebbe stato bello ottenere un sacco di soldi in cambio di metà della nostra vita.

Comunque, entrambi eravamo d’accordo sul fatto che sarebbe stato bello ottenere un sacco di soldi in cambio della nostra vita».

Ultimamente ci arrivano degli spicchi di vita giapponese che ricordano tutto meno che le passeggiate sotto i fiori di ciliegio. Se da un lato il paese del Sol Levante è il simbolo del progresso e dell’ordine, dall’altro nasconde vite passate in massa a portare a termine la giornata secondo un ordine prestabilito e imposto dalla società. La vita di un impiegato medio in Giappone va esattamente come deve andare, e se qualcosa esce fuori dagli schemi si è immediatamente fuori dal “grande cerchio della vita”. L’anime di Aggretsuko ci sbatte ironicamente questa realtà in faccia, così come altre opere piuttosto recenti che stanno facendo emergere ciò che opprime un uomo nella sua realizzazione.

Retsuko sommersa dal lavoro quotidiano

Questa è la storia di Kusunoki, un ragazzo come tanti, la vita l’ha condotto verso un lavoro poco redditizio, è rimasto senza alcun parente e non avendo coltivato nessuna amicizia si ritrova a vivere le sue giornate nella più totale apatia e solitudine.


Un giorno s’imbatte in un posto molto strano: l’ufficio di un’agenzia in cui è possibile vendere la propria vita, il proprio tempo o la propria salute. Inebriato dal “positivismo” della sua vita quotidiana, è convinto di non avere davanti a sé anni degni di essere vissuti e, ridotto all’osso dagli innumerevoli problemi finanziari, decide di venderla quasi tutta, lasciandosi solo tre mesi di vita.

A quanto pare la vita di ogni essere umano non ha lo stesso valore: questa si calcola in base a quanto si è affermati socialmente, a quante persone abbiamo reso felici, quanto si guadagna di media e quanto siamo importanti per qualcuno. Ovviamente la vita di questo ragazzo risulta quasi priva di valore e non ci pensa poi così molto per accettare l’offerta.

Una tavola de Il prezzo della vita

Quello che Kusunoki non può immaginare è che nel pacchetto è compreso un sorvegliante che dovrà restare con lui per i successivi tre mesi. Entrerà nella sua vita Miyagi, una ragazza solitaria e misteriosa, visibile solo al ragazzo, la quale gli spiega che lo dovrà osservare 24 ore su 24. Spesso chi diventa cosciente del tempo che gli resta da vivere è portato a commettere gesti impulsivi o interferire con la vita degli altri, ma questo non è permesso a chi vende la propria vita e i sorveglianti servono ad evitare questo genere di problemi.

Qui cominciano le domande emblematiche sulla vita, pensateci: siete soli con molti soldi, tanti come i rimpianti che vi distruggono dall’interno, nessuno vi aspetta, nessuno vi nota e vi restano tre mesi di vita. Quali sono le cose da fare che mettereste su un’ipotetica lista?

Kusunoki non è riuscito a dare un senso alla sua vita in trent’anni, può davvero combinare qualcosa di buono in soli 3 mesi? Probabilmente l’errore madornale sta nel dare un valore sbagliato a ciò che ci sembra scontato, c’è sempre qualcosa per cui vale la pena impegnarsi e lottare, qualcosa da conquistare e qualcosa di cui goderne gli effetti. Non esistono rapporti scontati, tantomeno legami eterni, quando ci mettiamo nella posizione di essere succubi di tutto e non più artefici delle nostre decisioni è il momento che perdiamo ciò dovrebbe arricchirci.

Miyagi e Kusunoki

Con Miyagi incollata al suo fianco, Kusunoki scoprirà il valore di condividere i suoi pensieri, le sue esigenze e le sue abitudini. Comincerà a cercare brandelli di felicità in tutti i modi, rendendosi conto che una delle abitudini che apprezzerà di più sarà andare a fare la spesa con la propria “fidanzata”.

La storia all’inizio è davvero coinvolgente, man mano che si procede con la lettura si diventa consapevoli che le ultime pagine saranno accompagnate da qualche lacrima. Probabilmente giunti all’ultimo volume le decisioni e i sentimenti dei protagonisti diventano scontati e prevedibili, facendo perdere un po’ il pathos iniziale.

Il prezzo di una vita – Recensione

Il prezzo di una vita è una storia intensa e dai toni drammatici, poetica e pungente, fa mettere il lettore nei panni del protagonista e porta ad interrogarsi su cosa saremmo disposti a fare per metterci in salvo da questa vita. Quello che a noi può sembrare eticamente giusto, probabilmente non lo è per gli altri, tutti abbiamo la speranza di ottenere redenzione ed essere felici, ma a che prezzo?

Edito in Italia da J-Pop è raccolto in un unico cofanetto composto da tre volumi in formato tankobon con sovracopertina. Il prezzo del collection box è 19,50 euro, dei singoli volumi 6,50 euro, su ogni copertina potrete ammirare Miyagi, vista con gli occhi del protagonista.

 


 

 

Il Prezzo di una Vita

J-Pop Manga
7

Storia

6.5/10

Disegni

7.0/10

Confezione

7.5/10


Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

Commenti