Guardiani della Galassia – Il regista James Gunn chiarisce la questione Baby Groot

Groot

Ovviamente la seguente news contiene spoiler per chi non ha ancora visto Guardiani della Galassia 1 e 2, dunque continuate con la lettura a vostro rischio e pericolo.

Il regista dei due film dedicati al team capitanato da Star Lord è intervenuto, attraverso il suo profilo Facebook ufficiale, su una questione piuttosto spinosa: le resurrezioni dei personaggi. James Gunn ha dichiarato di non amare affatto questo espediente, per lui se un personaggio è morto, dovrebbe rimanere tale. Tutto questo è nato dalle tantissime richieste che quotidianamente arrivano al regista sui social da parte di fan di tutto il mondo, i quali vorrebbero rivedere Yondu nel terzo capitolo della saga… e – come potrete leggere più in basso – la risposta è stata assolutamente negativa. Il padre adottivo di Peter Quill è morto nel secondo capitolo di Guardiani della Galassia, dunque non potrà più tornare se non sottoforma di ricordo o sogno.

Alcuni fan, allora, gli hanno ricordato che in realtà lui nel primo film ha fatto risorgere Groot, che si era eroicamente sacrificato. Ebbene, non è proprio così: «A tutti quelli che mi sbattono in faccia la resurrezione di Groot dico che è un esempio che non funziona perché Groot è morto. Anche se potrebbe non essere ovvio guardando Vol. 1, se esplodi e una piccola goccia di materiale viscoso inizia a svilupparsi in un bambino, non significa che quel bambino sia tu», ha dichiarato il regista, che ha poi sottolineato: «Credo sia molto più ovvio guardando Vol. 2. Baby Groot ha una personalità diversa da Groot, non ha i suoi ricordi ed è molto, molto più stupido».

Il sospetto che non potessero essere la stessa persona in effetti c’era, ma ora ne abbiamo avuto la conferma: Groot e Baby Groot sono due personaggi diversi.

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