Élite – Recensione

La seconda serie originale spagnola è approdata su Netflix il 5 ottobre, un teen drama con gli attori de La casa di carta che già fa parlare molto di sé.

La campagna a favore delle produzioni europee di Netflix è cosa ormai nota: cercando di espandere il proprio territorio verso est, la piattaforma streaming ha dato spazio a Dark e La Casa di Carta, e molto presto lancerà Baby, produzione tutta italiana e The Protector, serie fantasy turca. Con Élite, il sito di streaming decide di puntare di nuovo sulla Spagna, la fortunata serie con i rapinatori mascherati ha rappresentato una vera e propria rivelazione, aprendo la strada agli attori del cast e facendo luce sulle potenzialità spagnole.

Proprio sul cast infatti si è basata gran parte della pubblicità di Élite, Miguel Herrán, Jamie Lorente e María Pedraza sono i volti già noti tra il pubblico come Denver, Rio e Alison Parker e hanno non poco stuzzicato l’attenzione dei fan de La Casa di Carta, curiosi di vederli recitare in altre vesti. Il resto del cast poi, ha giocato la sua parte, con attori già più o meno noti in Spagna e l’attrice/cantante messicana Danna Paola, molto celebre nel suo paese.

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La storia di Élite ruota intorno a temi da sempre ricorrenti nell’universo dei teen drama, inserendo però un mistero di fondo che verrà portato avanti per tutta la stagione. Dopo il crollo della loro scuola, tre ragazzi provenienti da famiglie poco abbienti ricevono una borsa di studio come rimborso per i danni subiti nonché tentativo da parte dei costruttori di insabbiare le cause del crollo. Si trasferiscono così a Las Encinas, scuola di grande prestigio frequentata da studenti provenienti da un ceto nettamente più alto, dove ha inizio un confronto tra classi sullo stampo dei conflitti di Gossip Girl. Ad alternare le vicende, vediamo gli interrogatori di ognuno dei protagonisti, iniziati a seguito di un omicidio commesso durante la festa di fine anno.

Siamo di fronte ad una serie che punta a descrivere le problematiche e le lotte interiori degli adolescenti, ma che, come molte altre appartenenti al suo genere, tende probabilmente ad ingigantirle. I contesti familiari e culturali sono lo spunto per inserire tematiche come la ribellione, l’intolleranza e la trasgressione, ma il modo in cui i protagonisti si fanno carico di situazioni a dir poco gravi risulta poco credibile, perché per quanto estreme possano essere le loro condizioni e problematiche le loro età, non sembrano riuscire a tenere in piedi la storia.

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La nota thriller spinge gli spettatori a finire la stagione, conoscendo di episodio in episodio i protagonisti siamo sicuramente spinti a volerne sapere di più, ma la serie punta decisamente molto anche su altre sfaccettature, forse troppe per riuscire a rappresentarle come si deve. Tra queste spiccano la religione e il sesso, nelle tanto frequenti quanto poco necessarie scene spinte, temi probabilmente inseriti per dare profondità alla serie ed arricchirla di sfaccettature, ma che finiscono per trasformarsi in stereotipi e cliché.

Insomma Élite non si presenta come un prodotto originale, ma non è né più, né meno rispetto a molte altre serie del suo genere. Molti sono stati paragoni già a pochi giorni dalla sua uscita, alcuni molto azzeccati come quello con il già citato Gossip Girl per la lotta tra mondi opposti, e Tredici per la protagonista femminile, il mistero della sua morte e l’indagine sui suoi rapporti con gli altri. Altri decisamente meno, come quello con How To Get Away With Murder, serie profondamente lontana da questa, in cui ritroviamo sì un’arma del delitto molto simile, ma anche una storia scritta meglio, degli attori molto più bravi e delle vicende decisamente più credibili e coinvolgenti; e quello con Skins, storico teen drama che però, oltre ad avere un cast più credibile in quanto ad età, almeno nelle prime stagioni ha creato un equilibrio migliore tra le difficoltà e i disturbi dei protagonisti e le loro condizioni familiari, risultando tanto più credibile quanto più toccante.

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La serie di Carlos Montero e Darío Madrona è composta da 8 episodi, tutti più o meno della durata di 50 minuti che non si fatica a vedere tutti d’un fiato, e il finale lascia intuire il possibile proseguimento della storia e un probabile rinnovo per una seconda stagione.

L'Oscuro Passeggero

Il mio nome rispecchia la mia solare personalità. Sono appassionata di letteratura, drogata di serie tv e spacciatrice d'immagini per MegaNerd su Instagram.

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