Denver, cucciolotto verde senza età!

Tenero, enorme e goffo, dire che era imbranato sarebbe come fargli un grosso complimento, ma per tutte le mammesaure del mondo, chi non ha voluto bene a Denver?

 

Tutto comincia quando un verde cucciolo di dinosauro viene ritrovato ancora all’interno del suo uovo da un gruppo di adolescenti californiani formato da Mario, Jeremy, Talpa, Wally, Casey e Margot. I ragazzi si affezionano subito alla buffa creatura, dandogli il nome di Denver, scelta ispirata all’omonima città capitale del Colorado, dopo averne letto il nome su un camion.

Inaspettatamente Denver sa parlare la loro lingua e, sorpresa delle sorprese, è un abilissimo skater. Ovviamente un dinosauro non passa inosservato e non mancherà il cattivone di turno, in questo caso lo spietato Morton Fizzback, che ha intenzione di catturarlo per farne un’attrazione e guadagnare a dismisura sulla sua pelle.

Denver nasce proprio come cartone animato, ha origini statunitensi-francesi e il suo titolo originale è Denver, the Last Dinosaur. È stato trasmesso per la prima volta nel 1988 e prodotto dalla World Events Productions.

In Italia la serie si è trasformata in Ti voglio bene, Denver e ha riscosso un particolare successo. È stata trasmessa per la prima volta su Italia 1 nel 1989, per poi continuare ad essere replicata quasi ogni anno, l’ultima trasmissione risale al 2006 sul canale Boing del digitale terrestre. Denver è stato sempre un personaggio molto apprezzato, parte del merito è riconducibile al suo doppiatore, Graziano Garofalo, direttore dello stesso doppiaggio nell’adattamento italiano.

La voce del dinosauro infatti è stata un punto di forza della serie, per certi versi simile a quella di Topo Gigio, un timbro inconfondibile che la rese riconoscibilissima. Inoltre la serie ha generato un vero tormentone, tutte le volte che Denver era in difficoltà (e vista la sua goffaggine sono state davvero molte) pronunciava un’esclamazione tutta sua: “Oh mammasaura!”. Non so voi, ma io sentendola pensavo sempre a come potesse essere la sua mamma e, sapendolo lontano da lei, gli volevo sempre più bene. Nella versione originale la frase tormentone di Denver era “Oh Denvie Faggie!”, che letteralmente suonerebbe un po’ come “Oh Danver frocetto!”, un chiaro riferimento a suoi atteggiamenti ambigui. Ovviamente il fatto scatenò vive polemiche negli Stati Uniti, ma gli autori si opposero ad una modifica della frase, che rimase la stessa fino alla fine della produzione del cartone animato, nel 1989 (un altro punto a favore del doppiaggio italiano).

La sua storica sigla è cantata da Cristina D’Avena e rappresenta uno di quei rari casi in cui la voce del doppiatore del personaggio principale interviene cantandone qualche frase. Purtroppo questa è stata sostituta recentemente da una nuova versione cantata da Santo Verducci, Il mio amico Denvered è trasmessa su varie emittenti televisive locali.

Al nostro caro amico è stato dedicato anche un lungometraggio animato, L’ultimo dinosauro, che riassume i primi due episodi della serie, mentre recentemente sta rinnovando la sua popolarità in Italia grazie alla trasmissione radiofonica Pinocchio di Radio Deejay.

Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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