Deadpool 2 – Alla scoperta di Cable, il guerriero del futuro

Il grande pubblico lo ha scoperto solo ora, ma Cable è in giro da quasi trent’anni. Vi raccontiamo chi è, da dove viene e cosa vuole lo spietato guerriero proveniente dal futuro

Deadpool 2 è stato sicuramente un film riuscito (qui potete leggere la nostra recensione) e uno degli elementi vincenti di questa seconda pellicola dedicata al mercenario chiacchierone è stato sicuramente lui, Cable. Il fatto che il resto del mondo (oltre a noi lettori di fumetti) abbia finalmente scoperto uno dei personaggi più affascinanti dell’universo mutante Marvel non può che farci piacere, dunque è arrivato il momento di parlarne insieme. Proverò a farvi scoprire quello che il film non vi ha detto, perché come immaginerete, la storia editoriale di Cable è piuttosto lunga e in Deadpool 2 è stata solo – giustamente – accennata. Non possiamo sapere quali saranno i piani cinematografici per il personaggio, ma il suo passato lo conosciamo bene: d’altra parte, riguarda il nostro futuro…

Il debutto ufficiale

Anche se fu introdotto brevemente nel numero precedente, è su The New Mutants n. 87 del 1990 che gli autori Louise Simonson e Rob Liefield ci fanno conoscere per la prima volta l’uomo chiamato Cable. Introdotto nella serie per ravvivare le vendite, questo misterioso guerriero proveniente dal futuro fu un vero e proprio fulmine a ciel sereno per il mondo mutante: proprio come Charles Xavier, Cable non desidera altro che una convivenza pacifica tra umani e mutanti. Al contrario del  leader e fondatore degli X-Men e dei Nuovi Mutanti, però, questo personaggio era fermamente convinto che per ottenere la pace, bisognava essere pronti alla guerra.

In tempi relativamente brevi, Cable divenne il leader dei Nuovi Mutanti, aprendo di fatto una nuova era per gli (ex?) giovani pupilli di Xavier, che decisero di affidarsi totalmente a questo mutante dal passato misterioso che nelle sembianze ricordava anche un cyborg. Il gruppo era pronto per entrare definitivamente nel mondo degli adulti, abbandonando la casa “paterna” e affrontando il mondo con un nuovo nome: X-Force (team che come scoprirete ha ben poco a che spartire con la versione che avete recentemente visto sul grande schermo).

Le origini segrete

Se nel 1990 ha debuttato la sua versione adulta, con tanto di nome di battaglia, in realtà una baby versione di Cable aveva già fatto capolino sul numero 201 di Uncanny X-Men, del 1986. Storia dopo storia, veniamo a scoprire che Cable non è altro che Nathan Cristopher Charles Summers, figlio biologico di Ciclope e Madelyne Pryor, un clone creato dal genetista Nathaniel Essex – il perfido Sinistro, tra i più famosi antagonisti degli X-Men – per essere una replica perfetta di Jean Grey, apparentemente morta durante la Saga della Fenice Nera. Il nome è così composto: Nathan (il nome dell’identità “civile” di Sinistro, Nathaniel Essex) Christopher (per il padre di Scott, leader dei Predoni Stellari) e Charles (in onore del mentore di Scott, Xavier).

Essex voleva a tutti i costi che Ciclope e Madelyne s’innamorassero e iniziassero una relazione per dare alla luce un figlio, che lui riteneva potesse essere il mutante perfetto. Il suo obiettivo era quello di utilizzarlo in seguito come arma e liberarsi finalmente della morsa del suo padrone, il perfido Apocalisse. Tutto andò secondo i piani, almeno fino alla nascita del piccolo: da lì in poi, sono cominciati una serie di guai. Sconvolta dalle troppe tragedie subite, Madelyne abbandonerà la strada del bene per abbracciare il male, arrivando persino a decidere di dare in sacrificio suo figlio a una schiera di demoni (storie contenute nella saga Inferno). Il piccolo Nathan riesce a scampare a questo pericolo, ma il pericolo è sempre dietro l’angolo e stavolta ha le fattezze di Apocalisse. Il primo mutante della storia capisce che il figlio di Ciclope potrebbe causargli dei problemi in futuro e lo contamina con un letale virus tecnorganico che dovrebbe progressivamente attenuare i suoi poteri ed eliminarlo dalla faccia della Terra. Per questo virus non sembra esistere alcun tipo di cura e per il bambino sembra ormai davvero tutto perduto.

Ma la salvezza arriverà dal futuro: irrompe infatti sulla scena la misteriosa Sorellanza Askani, che dopo aver viaggiato a ritroso nel tempo, arriva nella nostra epoca per tentare di guarire il piccolo Nathan. Per farlo, però, occorrerà che Scott e Madelyn acconsentano a lasciarlo andare nel futuro, dove una cura per il virus esiste. Pur di salvare il piccolo, i due accettano e Nathan inizia una nuova vita, lontano dagli affetti e dal nostro tempo: per lui si spalancano le porte del tempo.

L’arrivo nel presente e l’omaggio a Terminator

Come sappiamo, Cable alla fine riuscirà a tornare nel presente, almeno in versione adulta. Il virsu tecnorganico non sarà stato debellato (e i vistosi elementi metallici del suo corpo, tra cui il braccio, sono lì a ricordarglielo), ma almeno ora è un qualcosa che si può controllare. Nathan ha inoltre sviluppato poteri telpatici e telecinetici, la cui portata non è mai stata esplorata fino in fondo; è inoltre un guerriero implacabile e un abile soldato. Cable ha viaggiato fino al nostro presente a bordo dell’astronave Graymalkin – dotata di un computer senziente chiamato, guarda caso, Professore – per fermare i piani del terrorista mutante Stryfe e l’ascesa al potere di Apocalisse, il malvagio mutante di origine egiziana che nel suo tempo aveva preso il dominio della Terra. Una trama davvero simile a Terminator, se ci pensate, ma a noi piace pensare che sia un omaggio a un film che all’epoca riscosse davvero un grande successo…

L’incontro/scontro con Deadpool

Ci credereste che inizialmente Cable e Deadpool non andavano per niente d’accordo? Domanda retorica, con quei due bei caratterini mansueti che si ritrovano è veramente già tanto che non si siano uccisi a vicenda. I due condividono lo stesso creatore, il discusso disegnatore Rob Liefeld, che insieme allo sceneggiatore Fabian Nicieza li mise insieme per la prima volta sulle pagine di New Mutants del 1991. Furono botte, da subito. I due hanno sempre formato la strana coppia che da sempre funziona nella narrativa: da un lato un cupo, tormentato, tostissimo giustiziere proveniente dal futuro, dall’altro un chiacchierone irriverente e senza rispetto per niente e per nessuno buono solo a scombinargli i piani. Se le saranno date di santa ragione, ma è chiaro che era nata una nuova coppia.
Nel 2004 Fabian Nicieza decise che i tempi erano maturi per una testata condivisa: debuttò Cable & Deadpool. Andata avanti per ben 50 numeri, questa collana riuscì a mischiare sapientemente il lato prettamente action del primo con il dissacrante umorismo del secondo, dando vita ad avventure scanzonate e sopra le righe che resero i due personaggi ancora più apprezzati tra i fan dell’Universo Marvel. Non c’è dunque da stupirsi se per il secondo film dedicato a Wade Wilson si sia scelto di puntare con forza su Cable, andando a ricreare sul grande schermo quel rapporto di odio e amore che ha fatto la fortuna dei due sulla carta.

Il presente

Oggi Cable è tornato a essere una figura centrale nei piani della Marvel: dopo aver provato a rimettere insieme la vecchia X-Force, ha vissuto alcune avventure al fianco dei Vendicatori nella testata Gli Incredibili Avengers. In seguito agli eventi del crossover ResurreXione, è tornato titolare di una testata, in cui – come di consueto – continuerà a vivere avventure tra passato, presente e futuro. Il destino di Cable, ormai l’abbiamo capito, è proprio questo: essere il collante del tempo, proteggere il domani salvando l’oggi. Non è un mestiere facile, lo sappiamo bene.
Ma è un eroe, uno di quelli pronti a tutto pur di difendere quello in cui credono, uno che non ha paura di niente, neanche di sfidare un virus che rischia di consumarlo dall’interno. Non ha paura nemmeno di guardare in faccia la morte, se questo significa proteggere la vita.

Lui è Nathan Cristopher Charles Summes.
Ma per tutti noi, è semplicemente Cable.

Mr. Kent

Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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