Bambini senza paura – 6 videogiochi con piccoli (grandi) protagonisti

Oggi la collaborazione tra Player.it e MegaNerd.it vi offre uno speciale dedicato a bambini videoludici senza paura

Guerrieri vichinghi che ti staccano la testa alla prima occhiataccia, donne cazzute che affrontano macchine cento volte più grandi a colpi di fionda, soldati che devono fare i conti col proprio passato: i videogiochi ci permettono di prendere le redini di personaggi dai poteri straordinari o di persone comuni catapultate in mondi oscuri e intrisi di follia. Molto più rari, invece, sono i titoli che vedono i bambini come protagonisti assoluti delle vicende narrate. L’immaginario collettivo vede i pargoli come inermi e senza possibilità di superare ostacoli molto più grandi di loro senza un aiuto.

Vestire i panni di un protagonista con queste caratteristiche non fa venire l’acquolina in bocca, ma i videogiochi ci insegnano sempre e comunque che tutto è possibile, anche che un bambino possa sconfiggere mostri orripilanti e creature della notte, che un ragazzino sia in grado di reggere la pressione di eventi che spezzerebbero la forza di volontà anche di prodi condottieri.

Vediamo insieme sei videogiochi con bambini protagonisti che hanno affrontato le avversità con la forza d’animo di un gigante.

Heart of Darkness

Il cane è il miglior amico dell’uomo e la sua fedeltà va ricambiata con gesti straordinari. I bambini sono in grado di capire molto più degli adulti questo concetto. Questo videogioco del 1998 narra l’avventura vissuta dal piccolo Andy, andato alla ricerca del suo cane Whiskey, rapito da forze maligne. Andy un giorno fugge dalla propria scuola dopo aver ricevuto un rimprovero dal suo severo maestro, si reca così in compagnia del suo amico peloso al parco della città per assistere a un’eclissi.

Al sopraggiungere del buio, Whiskey viene rapito, lasciando Andy nello sconforto. Questo sentimento si trasforma subito in coraggio: Whiskey è il suo migliore amico e per lui vale la pena anche rischiare la vita. Il ragazzino s’inoltra nelle Darklands per sconfiggere l’esercito delle creature d’ombra del Master of Darkness.

Heart of Darkness presentava un gameplay che alternava fasi platform e scene in cui si era impegnati a “sparare” con la propria torcia ai nemici d’ombra.

 

Child of Light

La piccola Aurora, bambina dai fluenti capelli rossi, è figlia del re d’Austria. Vive una vita felice fino a quando sua madre non svanisce nel nulla. Grande dolore colpisce la sua famiglia, lei stessa si ammala per poi morire davanti agli occhi del padre. La piccola, però, si risveglia in un mondo fatato chiamato Lemuria. Qui la bambina incontra Igniculus, una sorta di lucciola magica che ha il compito di condurla dalla Signora dei boschi, imprigionata in uno specchio da Umbra, la Regina delle Ombre.

La donna ha portato via le stelle, il sole e la luna da quelle terre e la dama chiede aiuto proprio alla piccola. Aurora, all’inizio spaesata e un po’ impaurita, decide di affrontare le avversità di quel luogo per aiutare gli abitanti di Lemuria a liberarsi dalla malvagità di Umbra. A Lemuria, Aurora si farà strada tra lupi famelici, golem, creature di fuoco e di acqua, ma verrà anche aiutata da dei buffi personaggi, come la giullare Rubella e Finn, il mago dei Capilli.

Una fiaba raccontata con grande sensibilità, che presenta una grafica interamente disegnata a mano. Child of Light è un gioco d’esplorazione, ricco di enigmi da risolvere e combattimenti che prevedono le tipiche meccaniche degli RPG a turni.

 

Inside

Un futuro distopico. La volontà umana è stata del tutto piegata e annullata. I colori sono sbiaditi, non c’è più luce negli occhi delle persone. In un contesto ispirato fortemente a 1984 di Orwell, corre, si nasconde e lotta un ultimo baluardo: un bambino che porta con sé gli ultimi frammenti di speranza per una società annientata dal controllo di massa.

Il bambino non ha nome, non ha una famiglia, non ha un volto ben delineato, indossa però una maglietta rossa, unica nota cromatica in un mondo troppo spietato per essere ancora la casa dell’umanità. Tutti cercano questo bambino, uomini dalle fattezze indefinite che non ci pensano due volte a sguinzagliare cani feroci al suo inseguimento.

Inside non è un gioco semplice da interpretare, non dà molte risposte, mette al centro di una società in disfacimento un singolo piccolo individuo, il quale lotta per se stesso e di conseguenza per gli altri, perché sulle sue spalle viene poggiata l’illusione di un mondo migliore. Spalle troppo minute per quel fardello.

 

Brothers: A Tale of Two Sons

 

Videogioco sviluppato da Starbreeze Studios che racconta il forte legame tra due fratelli e la loro corsa contro il tempo per salvare la vita del padre morente. Abitanti di un felice villaggio nel Nord Europa, i due ragazzini hanno già vissuto il trauma della morte della madre e ora si vedono costretti a diventare grandi prima del previsto. I due fratelli di Brothers sono inviati dal medico del villaggio a cercare l’Acqua della Vita che si estrae da un albero magico.

Loro padre è gravemente malato e solo quella linfa potrà aiutarlo. I due partono per terre inesplorate e vedranno magnifici paesaggi, ma intrisi di sangue di battaglie, incontreranno personaggi amichevoli e altri ostili che cercheranno di ostacolarli fino alla morte. Brothers è un viaggio d’iniziazione che li renderà più uniti che mai e li farà diventare adulti loro malgrado.

 

Little Nightmares

 

La piccola Six si sveglia in un luogo buio armata solo di un accendino. Non sappiamo perché sia lì quella bambina dall’impermeabile giallo, ma dobbiamo andare avanti per scoprire cosa le sia successo. Tutto ciò che circonda Six è dieci volte più grande di lei, è distorto e terribilmente nauseante. La piccola si trova nelle Fauci, una specie di resort degli orrori galleggiante. Qui i bambini rapiti dalle loro famiglie vengono offerti come pasto ai ricchi ospiti che ingurgitano senza pietà e perdono la loro essenza umana.

Alle Fauci lavorano personaggi sinistri e maledetti, come il Custode, che con le sue lunghe braccia può arrivare ovunque; ci sono poi i due Cuochi Gemelli, figure mostruose che si occupano di creare i disgustosi manicaretti. E infine c’è lei, la Signora che tutto vede dall’alto delle sue stanze, mentre si spazzola i capelli canticchiando una nenia inquietante.

Six, a prima vista, sembra essere il personaggio infantile più debole e indifeso di questa lista, almeno fino all’esito finale…

 

Ni No Kuni

In Ni No Kuni l’atmosfera cambia radicalmente rispetto a quella presente negli altri titoli di questo elenco. Il videogioco sviluppato da Level 5 e dallo Studio Ghibli è un classico j-rpg ambientato in un regno parallelo a quello reale, Ni No Kuni appunto, prospero e colorato. Questo mondo è abitato anche da starne creature magiche che si chiamano famigli, mostriciattoli che aiuteranno in battaglia il protagonista del gioco, il piccolo Oliver.

Nonostante questa parvenza di tranquillità, l’incipit del gioco ci mette davanti una storia triste. Oliver perde la madre, la quale gli lascia una bambola che si rivela essere un famiglio, una sorta di fata di sesso maschile, dal nome Lucciconio. Quest’ultimo offre al ragazzino la possibilità di riportare in vita il genitore, ma solo dopo aver affrontato i pericoli di Ni No Kuni.

Oliver non si perde d’animo e, utilizzando le proprietà magiche del libro Abbecedabra, si inoltra in queste lande per lui sconosciute e affronta l’avventura con la speranza nel cuore di ricongiungersi con la madre.

 

 

Michele Longobardi

Michele Longobardi

Appassionato di videogiochi da circa venti anni. Il suo obiettivo principale nella vita è vivere avventure fantastiche e fuori dal comune... senza uscire di casa sarebbe meglio. I videogiochi gli vengono così in aiuto. La vita reale è per lui troppo sopravvalutata.

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