Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer illuminano il cielo di Roma

Quando due dive di caratura mondiale arrivano in Italia, anche la città Eterna è costretta a fermarsi: ecco il resoconto di una mattinata in compagnia di Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, a Roma per l’anteprima europea di Maleficent – Signora del Male

speciale maleficent

Carismatiche, eteree, monumentali. Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer illuminano il cielo di Roma in una mattina iniziata con la pioggia, al Cinema Adriano, per l’anteprima stampa di “Maleficent mistress of evil” (Maleficent Signora del Male, nella versione italiana), secondo capitolo del live action Disney più al femminile (e forse femminista) di sempre, di cui parleremo approfonditamente tra qualche giorno, appena prima dell’uscita della pellicola nelle sale italiane, prevista per il 17 ottobre.

Arrivate in sala con una puntualità svizzera, addirittura in anticipo sulla tabella di marcia, le due dive (refrattarie al divismo) si sono concesse per oltre mezz’ora alle domande di un pubblico di addetti ai lavori, per poi spostarsi all’evento di pre-apertura di Alice nella città (sezione del Festival del Cinema di Roma) dove hanno tenuto una masterclass con un folto gruppo di studenti delle scuole medie della capitale.

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Angelina Jolie, capelli sciolti e lunghissimi, elegante e statuaria e Michelle Pfeiffer, biondissima come sempre, tacchi da capogiro e una blusa rosa cipria hanno puntualizzato alcuni temi trattati dalla pellicola trasformando la press conference in un estemporaneo momento di condivisione di argomenti d’interesse comune e globale.

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La Jolie ha definito divertente e liberatorio l’aver interpretato (di nuovo) Maleficent, villain d’eccellenza del panorama disneiano. Ha apprezzato la dimensione giocosa che il personaggio le ha concesso e ha indagato soprattutto il legame tra la fata e Aurora, ritrovandoci le domande che lei stessa si è posta prima della maternità: dal senso d’inadeguatezza al mettersi costantemente in discussione, avanzando in questa avventura totalizzante con passo incerto e compiendo errori. A. Jolie ha riconosciuto in questa maternità che esula dal genos, l’elemento di equilibrio di Maleficent.
Al contrario, Michelle Pfeiffer ha dovuto approcciarsi alla regina Ingrith, scavando nel personaggio per trovarne l’umanità nascosta. Un lavoro meno divertente di quello della Jolie ma che le ha permesso di infrangere le regole, di misurarsi con un personaggio multidimensionale, dark, lontano da lei, all’interno di una sfida interpretativa avvincente.


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Entrambe le attrici hanno concordato sulla definizione di famiglia come legame solidale e d’amore in cui l’appartenenza non dipende dal sangue. Madri di figli biologici e adottivi, Jolie e Pfeiffer hanno rivendicato a gran voce l’importanza delle diversità che arricchiscono e salvano il mondo e che, quando represse, ne accentuano la deriva grigia e violenta. Le diversità culturali, come quelle naturali, reggono gli equilibri del pianeta e l’intolleranza é solo più rumorosa dell’accoglienza, ma non è predominante. L’uso della paura come mezzo per dividere il genere umano è proprio delle generazioni più adulte mente, secondo Jolie, quelle più giovani apprendono la multiculturalità con maggiore facilità, anche se sono esposte ad altri rischi. Ad esempio, la sovraesposizione ai social e alla rapidità dei nostri tempi.

Trattandosi di un prodotto Disney, la Jolie ha poi posto l’attenzione sulla qualità dei contenuti proposti, sinonimo di garanzia per le famiglie troppo spesso sottoposte a prodotti audiovisivi violenti o inadeguati per i loro figli. Entrambe le attrici si sono viste concordi nel rimarcare l’importante impronta femminile della pellicola, ringraziando Elle Fanning (terza mattatrice del film) e rivendicando la necessità di ruoli a tutto tondo per le donne, in un rapporto di rispetto e uguaglianza con gli uomini, senza reciproche sopraffazioni.

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Riflettendo sul difficile confine tra bene e male, la Pfeiffer ha ammesso come non vi siano cesure nette. Ognuno di noi nasconde un lato oscuro, molto spesso derivato da traumi e paure e, la crudeltà di alcuni personaggi cinematografici, nasconde la codardia: anticamera di quella paura mai estirpata.

Le due attrici hollywoodiane hanno riempito la sala con la loro presenza attiva per poi congedarsi quasi timidamente dal pubblico, portando fuori dal Cinema così tanta bellezza da far tornare a splendere il sole nel cielo di Roma.

 




Madamedetourvel

Cinefila innata, politica per “sbaglio”, videomaker per vocazione. Sorvolando sui numerosi difetti, è grande sostenitrice dell’(auto)ironia, della cioccolata e delle sigarette fumate al buio. A metà del terzo giro di boa tenta di amare l’umanità, di non decomporsi e di trovare risposte a domande che – fortunatamente – continueranno a cambiare.

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