#10Storie – Le migliori 10 storie di Batman di tutti i tempi (secondo noi)

Stilare una classifica è sempre difficile, specie se hai a disposizione un quantitativo enorme di materiale con cui fare i conti. Prendete Batman, per esempio: quante storia avranno scritto su di lui? Tantissime, non si contano nemmeno.
Quante tra queste sono VERAMENTE belle? Parecchie.

Proprio così, chiedete pure in giro, se volete. Il Cavaliere Oscuro ha da sempre attirato i più grandi autori che il mercato statunitense potesse schierare: tutti, prima o dopo, si sono voluti cimentare col mito di Batman, che col passere degli anni è diventato una vera e propria leggenda. Il fascino, il carisma, la forza e il rispetto che questo personaggio incute nel cuore dei lettori di tutte le età non ha assolutamente paragoni nel campo supereroistico: fateci caso alle varie fiere di fumetto o nelle librerie specializzate. Troverete sicuramente persone che snobbano questo o quel fumetto, ma quando davanti si ritrovano Batman… è come se avessero un preconcetto positivo. Batman è bello per forza, c’è poco da fare.

Parlavamo delle tantissime storie a lui dedicate: un mare, da perderci la testa. Ma se qualcuno volesse avvicinarsi al mito del Cavaliere Oscuro e volesse recuperare qualcosa… da che parte cominciare? Quali sono le storie che hanno veramente forgiato la leggenda? Noi di MegaNerd cercheremo di dare una risposta che possa essere il più oggettiva possibile, ma che chiaramente risentirà dei gusti personali, come per ogni classifica che si rispetti. Comunque, al di là delle posizioni – che possono essere sicuramente opinabili – quelle che seguono sono le 10 storie che dovete assolutamente leggere per iniziare a capire come mai Batman è diventato una colonna del fumetto mondiale.

Nota: per facilitare il recupero delle storie in questione, proporremo la copertina dell’ultima edizione italiana pubblicata.

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HUSH
di Jeph Loeb e Jim Lee
Prima pubblicazione: Batman nn. 608-619, 2002/2003

Questa storia ha decisamente portato Batman nel nuovo millennio: la trama non è certamente irresistibile, ma il modo in cui Loeb è riuscito a “giocare” con tutto il parco criminali del Cavaliere Oscuro all’interno dei 12 capitoli della saga, è davvero brillante. Debutta un nuovo villain, facciamo incursioni nel passato di Bruce Wayne e ci ritroviamo faccia a faccia con la Catwoman più sexy di sempre. Inoltre c’è lui, Jim Lee, vero protagonista di questa serie: ogni tavola potrebbe essere un poster da incorniciare. Il disegnatore non vedeva l’ora di cimentarsi con Batman e si vede. Senza ombra di dubbio il suo miglior lavoro in DC Comics.

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UNA MORTE IN FAMIGLIA
di Jim Starlin e Jim Aparo
Prima pubblicazione: Batman nn. 426-429, 1988/1989

Saga fondamentale nella storia del Cavaliere Oscuro, ma troppo spesso sottovalutata. La storia parla della morte del secondo Robin, Jason Todd, brutalmente assassinato da quel pazzo di Joker. Negli anni 80 non era certo consuetudine vedere un eroe morire, specie se così giovane. Jason era un ragazzo irrequieto e impulsivo, con una personalità molto complessa, che poco riusciva a incastrarsi con la disciplina che Batman chiede ai suoi alleati: fu proprio un suo gesto avventato a decretarne la fine… almeno nei fumetti. Perché nella realtà furono i lettori a decidere il fato del secondo Robin tramite uno storico (e unico) sondaggio telefonico creato appositamente dalla DC Comics. Che il povero Jason non fosse riuscito a entrare nel cuore dei lettori si era capito, ma persino gli autori (che avevano preparato due versioni diverse della sceneggiatura finale) rimasero sorpresi dall’esito del voto: per qualche centinaio di voti, venne scelto il finale peggiore. Jason doveva morire e per Batman è stato un colpo devastante. Questo evento, insieme alla morte di Gwen Stacy sulle pagine di Spider-Man, segnò la definitiva perdita dell’innocenza dei fumetti americani e l’ingresso in una nuova era più cupa. L’immagine di Robin senza vita tra le braccia di Batman resta una delle più strazianti di tutta la lunga storia del Cavaliere Oscuro.

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GOTHAM BY GASLIGHT 
di Brian Augustyn e Mike Mignola
Prima pubblicazione: Batman: Gotham By Gaslight, 1989

Una storia totalmente fuori continuity, anche se il principio da cui nasce Batman è lo stesso: siamo in epoca vittoriana e il giovane Bruce Wayne, dopo aver perso i genitori in seguito a un assassinio, decide di girare il mondo per allenare corpo e mente, al fine di tornare nella sua Gotham in qualità di protettore: a nessun altro dovrà capitare quello che è successo a lui. Durante la sua permanenza a Londra, un misterioso assassino comincia a uccidere delle prostitute, apparentemente senza alcuna ragione. Una volta tornato nella sua città, Bruce scopre che l’assassino lo ha seguito… ma anche che c’è chi sospetta che potrebbe essere proprio lui il killer che nessuno riesce a catturare. Dopotutto, l’eccentrico figlio di un famoso medico potrebbe anche decidere di uccidere le sue vittime con un bisturi, specie se viene visto uscire ogni notte da casa sua…
Un Augustyn in stato di grazia firma uno dei suoi lavori migliori e ci mostra un Cavaliere Oscuro diverso dal solito, ma dall’impatto narrativo potentissimo. Ai disegni troviamo Mike Mignola, forse l’unico che poteva disegnare una storia del genere rendendola ancor più speciale.

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GOTHIC di Grant Morrison e Klaus Janson
Prima pubblicazione: Legends of the Dark Knight nn. 6-10, 1990

Negli anni 80 il fumetto americano venne investito da un forte rinnovamento grazie a un manipolo di autori inglesi che approdando nelle major, avevano iniziato a smontare pezzo per pezzo la mitologia dei supereroi: meno divinità, più esseri umani. Maestri della nona arte come Alan Moore, Neil Gaiman e tanti altri, avevano iniziato una vera e propria rivoluzione narrativa, grazie alla quale abbiamo letto dei veri e propri capolavori. Tuttavia, la DC all’epoca non era molto convinta di affidare i personaggi di punta a degli autori così eversivi, dunque decise di testarli prima su collane minori, in modo che non potessero fare troppi “danni”. Al giovane Grant Morrison venne dunque affidato Animal Man, in cui scrisse pagine entrate di diritto nella storia della casa editrice, acclamate da critica e pubblico: vedendo il talento dello scrittore, la DC si decise a fargli scrivere una prima storia di Batman. Ovviamente non sulla serie regolare, ma sulla testata antologica Legends of the Dark Knight, passata alla storia come una vera e propria fucina di talenti. Su quella collana, Morrison debuttò con una delle storie più macabre e inquietanti di tutta la storia del Cavaliere Oscuro: Gothic. Un racconto ricco di riferimenti a poeti romantici e sepolcrali, oltre che ai romanzi di Walpole o Ann Radcliffe. Tra le pagine di Gothic ci ritroveremo di fronte al satanismo e a un terribile segreto legato al passato di Bruce Wayne: Morrison ci presenta una storia di denuncia, che mette per la prima volta in un fumetto mainstream immagini davvero forti accompagnate da testi lirici e incisivi. Batman si troverà nel mezzo di un’avventura totalmente nuova per lui: se da un lato prenderà atto di alcune violenze che accadono nel mondo della scuola, dall’altro dovrà vedersela con un demone di trecento anni, sopravvissuto alla peste nera grazie alla vendita della sua anima al diavolo. Se tutto questo non vi dovesse bastare, sappiate che ai disegni c’è Klaus Janson, che qui fa un lavoro impressionante.

IL LUNGO HALLOWEEN e VITTORIA OSCURA di Jeph Loeb e Tim Sale
Prima pubblicazione: The Long Halloween nn. 1-13, 1996/1997 – Dark Victory nn. 1-14, 199/2000

Abbiate pazienza, ma qui l’ex aequo era davvero obbligatorio: si tratta di due saghe è vero, ma sono assolutamente collegate e lette di seguito ci regalano una sola, bellissima storia di Batman. Ne Il Lungo Halloween, Loeb (qui davvero in una forma strepitosa) riesce a scrivere un racconto misterioso e appassionante incentrato su un personaggio di secondo piano (a voler essere generosi…) come l’Uomo Calendario, riuscendo nell’impresa di renderlo persino affascinante. Uscita inizialmente come miniserie di 12 numeri, in ogni numero assisteremo a un omicidio compiuto durante una festività, la stessa del mese d’uscita dell’albo. Vedremo inoltre i primi, difficili passi di Bruce Wayne nei panni di Batman e una Gotham City cupa e spietata come non mai, magnificamente disegnata da Tim Sale, artista di primo livello che ci ha consegnato un Batman iconico e potente, con il suo stile meravigliosamente retrò. In Vittoria Oscura il racconto prosegue, ovviamente evolvendo i vari personaggi e inserendo l’elemento a sorpresa che scombina tutto quello che credevamo: l’arrivo di Robin. Una figura del genere può davvero aiutare Batman? E perché mai un ragazzino vorrebbe passare le sue nottate a combattere il crimibe? Loeb e Sale, uno dei migliori sodalizi nella storia del fumetto americano moderno, hanno tutte le risposte che vogliamo.

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ARKHAM ASYLUM di Grant Morrison e Dave McKeane
Prima pubblicazione: Arkham Asylum, 1989

Questo è probabilmente il fumetto più psichedelico che vi capiterà mai di leggere, il capolavoro assoluto di Grant Morrison. Il manicomio criminale di Gotham, l’Arkham Asylum, viene letteralmente conquistato dai suoi pazienti, che minacciano di uccidere l’intero staff della struttura, se Batman non accetterà d’incontrarli nel minor tempo possibile. Il Cavaliere Oscuro accetta la sfida, candendo così nella trappola che Joker ha ordito con cura e precisione… ma non solo. Questo libro è un vero e proprio viaggio nella psiche di Batman, che ci mostrerà tutte le sue paure e paranoie, portandolo alle soglie della follia più totale, trascinando anche noi lettori in un gorgo che non sembra davvero aver mai fine. Un racconto che vi lascerà parecchie cicatrici interiori, splendidamente illustrato da Dave McKeane, forse l’unico al mondo in grado di poter entrare nelle nostre menti e farle a pezzi col suo tratto folle e disturbante. Per la prima volta nella storia dei comics, vediamo l’eroe (che per definizione dovrebbe essere tutto d’un pezzo) rischiare il crollo psicologico, rendendosi conto che tutto il delirio e la follia dell’Arkham Asylum non sono altro che frammenti della sua psiche devastata. Fortunatamente, però, Batman ha risorse infinite… Questa non è una normale storia di supereroi. Non è una normale storia di bene contro il male. È una vera e propria esperienza narrativa, che sicuramente colpirà chi non è un abituale lettore di fumetti.

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THE KILLING JOKE di Alan Moore e Brian Bolland
Prima pubblicazione: Batman: The Killing Joke, 1988

La più bella storia di Joker mai raccontata, non poteva che scriverla un genio: Alan Moore decide di farci capire che il più grande nemico di Batman non è solo un simpatico pazzerello, ma un folle omicida pronto a tutto pur di trascinare il mondo in una spirale di perversa violenza. Quello che Joker fa a Barbara Gordon, figlia del Commissario di Gotham, è atroce. Ma lo è ancor di più quello che non vediamo, ma che probabilmente è accaduto. Il modo in cui il pagliaccio del crimine arriva successivamente a torturare Jim Gordon, mostra chiaramente la differenza tra il bene e il male: nonostante la linea che li divide sia sottilissima, nonostante tutto quello che è successo, il commissario non cede all’abbraccio della follia, ma resta ancorato alla realtà e ai suoi principi.
La scena finale, poi, vale tutti i premi del mondo. Batman e Joker, faccia a faccia, (forse) per l’ultima volta. Sul finale si è dibattuto tanto nel corso degli anni, ma la verità è che ognuno può vedere la conclusione che preferisce, senza snaturare una storia che è entrata di diritto nel firmamento dei racconti più belli del fumetto supereroistico.

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ANNO UNO 
di Frank Miller e David Mazzucchelli
Prima pubblicazione: Batman nn. 404-407, 1987

Dopo il maxi-evento Crisi sulle Terre Infinite, il primo vero reboot della DC Comics, bisognava ricreare il mito del Cavaliere Oscuro. Serviva un nuovo racconto delle origini, un qualcosa che ponesse le fondamenta per le storie degli anni a venire, che ridefinisse il ruolo dell’eroe incappucciato nel nuovo mondo che si apprestava a nascere dalle ceneri del vecchio. Impresa non semplice, ma fortunatamente Frank Miller ha sempre avuto le idee piuttosto chiare sul personaggio di Batman. Sapeva come farlo rinascere, come consegnarlo definitivamente all’immortalità narrativa. Anno Uno è probabilmente la miglior origin story mai fatta per un supereroe e in assoluto una delle più belle mai scritte per il Cavaliere Oscuro. Nonostante tutti conoscessero com’è nata la leggenda, questa storia riesce a sorprenderci ogni volta: appassionante, ricca di trovate che ancora oggi potrebbero far scuola e un disegno essenziale, pulito, semplice come solo David Mazzucchelli poteva fare. Se non avete mai letto nulla di Batman, iniziate pure da qui. Scommettiamo che non potrete più fare a meno del Cavaliere Oscuro?

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IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO di Frank Miller, Klaus Janson e Lynn Varley
Prima pubblicazione: Batman The Dark Knight Returns nn. 1-4, 1986

Ambientato 10 anni dopo il ritiro del Cavaliere Oscuro, Gotham è ormai stata conquistata dai piccoli pseudo-criminali che la tengono sotto scacco. Avrebbe bisogno del suo più grande eroe, ma Bruce Wayne è stanco, non ce la fa a tornare di nuovo in azione: gli anni sono passati anche per lui. Alla fine però cederà, riprenderà il manto ancora una volta per affrontare non solo un vecchio nemico… ma anche uno dei suoi più cari amici, al quale devono aver fatto un lavaggio del cervello o qualcosa del genere. Non importa. Qualunque cosa sia successa, Batman prenderà a calci in culo Superman senza troppi complimenti. Perché se ti frapponi tra Bruce e la sua missione, questo è il minimo che ti possa succedere.
Il Ritorno del Cavaliere Oscuro è una storia dura, ruvida, disegnata col tratto quasi caricaturale che contraddistingue Miller, che riesce in fondo a darci un messaggio di speranza per il futuro, nonostante tutto quello che accade nel racconto. Il Ritorno del Cavaliere Oscuro è la storia definitiva su Batman e non poteva che stare al numero 1 della nostra classifica.

 

E voi, che ne pensate? Aspettiamo anche la VOSTRA classifica nei commenti!

Mr. Kent

Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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